Comunicazione, New media

04 aprile 2014 | 11:01

Il Twitter segreto di Obama per indebolire L’Avana

(ANSA) L’amministrazione Obama per anni ha segretamente finanziato un social network, sulla falsa riga di Twitter, con l’intento di alimentare a Cuba il malcontento verso il governo. Obiettivo: creare una ‘massa critica’ pronta ad essere mobilitata nel caso di una ‘primavera cubana’. A rivelarlo è stata l’agenzia giornalistica Associated Press, venuta in possesso di un migliaio di pagine di documenti che sarebbero dovuti rimanere segreti. Ed è una rivelazione che imbarazza non poco la Casa Bianca, proprio nel momento in cui si parla di prove di disgelo tra Washington e L’Avana. Tentativo simboleggiato dalla storica stretta di mano tra Barack Obama e Raul Castro ai funerali di Nelson Mandela. A scatenare la polemica è soprattutto il fatto che a gestire il piano – nome in codice ‘ZunZeneo’, come viene chiamato nello slang cubano il cinguettio del colibrì – non sono la Cia o la Nsa. Stavolta i tradizionali 007 non c’entrano. C’entrano invece i vertici dell’agenzia federale per lo sviluppo internazionale e il controllo sull’utilizzo degli aiuti umanitari erogati dagli Usa. E i programmi dell’Usaid per essere legali devono ricevere l’autorizzazione dal presidente americano in persona. “Si tratta solo di un programma di sviluppo come tanti altri”, si è difeso il portavoce della Casa Bianca, escludendo qualunque tipo di “copertura” da parte dell’amministrazione di iniziative segrete. Ma il disagio a Washington è tangibile. Il piano sarebbe stato ideato nel 2009, partito nel 2010 dopo un incontro segreto a Barcellona e concluso nel 2012, per un costo di circa 1,6 milioni di dollari. Risorse gestite attraverso un complesso sistema di società di facciata e utilizzando un conto bancario alle isole Cayman. Il tutto ricorrendo a una squadra di contrattisti specializzati in high-tech e a funzionari ignari delle finalità del programma. In pratica il progetto ha riguardato la creazione di un social media basato sull’uso degli sms di telefonini, smartphone e tablet, per sfuggire così al controllo e alla censura del governo cubano su informazione e internet. Per non insospettire le autorità de L’Avana, all’inizio la rete è stata alimentata con contenuti di carattere non politico: calcio, musica, intrattenimento, meteo. Ma raggiunta una massa critica di ‘account’ (circa 40 mila sottoscrizioni) ‘ZunZeneo’ ha cominciato ad essere un luogo di scambio di opinioni sul fronte della politica e del sociale. Gli utenti erano del tutto inconsapevoli di far parte di una rete gestita dagli Usa e ignari del fatto che i loro dati venivano raccolti dai contractor assoldati dalla Usaid. Una bella grana per un’agenzia che di tutto dovrebbe occuparsi tranne che di operazioni di intelligence. (ANSA, 3 aprile 2014)

Barack Obama (foto Olycom)

Barack Obama (foto Olycom)