07 aprile 2014 | 12:14

Il Messaggero condannato a risarcire con 111mila euro un collaboratore fisso

Il Messaggero sarà costretto a versare 111.522,17 euro al giornalista anconetano Marco Giuseppe Benarrivo. Collaboratore fisso della testata per oltre cinque anni, Benarrivo ha fatto causa all’editore per richiedere il compenso che non gli era stato corrisposto e ha vinto. La condanna al risarcimento è stata confermata anche in appello dal Tribunale del capoluogo marchigiano. Ne dà notizia il sito Romacapitale.net, che riporta anche il commento di Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei giornalisti da tempo impegnato nella battaglia per l’equo compenso di collaboratori e freelance: “Gli schiavi vincono: fategli causa. Fate valere i vostri diritti”, si legge nel post scritto sul suo profilo Facebook. “Le sentenze sono chiare. In appello vengono confermate tutte le decisioni del Tribunale: una differenza di retribuzione pari a 111.522,48 euro oltre interessi e rivalutazione e spese legali e di giustizia. Con l’aggiunta della regolarizzazione contributiva del rapporto”.

Il giornalista marchigiano – continua Romacapitale.net – aveva fatto causa alla testata per richiedere il compenso dovuto ai collaboratori fissi come da contratto nazionale, che invece non gli era mai stato corrisposto. Così dopo cinque anni e mezzo di lavoro e 3.588 articoli rivendicati (contro i 3.137 riconosciuti dalla testata), sono arrivate le due sentenze di condanna per Il Messaggero: prima il Tribunale di primo grado e ora la Corte d’Appello di Ancona che ha confermato la prima sentenza. L’appello non solo ha confermato e ha aggiunto altri 7.000 euro di spese a carico del Messaggero. “Fate valere i vostri diritti”, incita Iacopino nel suo post. “Fate causa, appena ne avete la possibilità, a chi vi sfrutta”.