07 aprile 2014 | 15:10

Stato di agitazione all’Ora della Calabria

L’assemblea dei giornalisti dell’Ora della Calabria esprime “viva preoccupazione per il grave stato d’incertezza che caratterizza l’attuale situazione della testata ed il futuro di tutti i lavoratori”. Affidato al Cdr un pacchetto di dieci giorni di sciopero da utilizzare nel caso in cui non dovessero giungere dall’interlocutore ufficiale garanzie e tempi certi sul pagamento di tutte le spettanze dovute ai redattori ed ai collaboratori del giornale.

Dieci giorni fa il direttore Luciano Regolo aveva annunciato in un editoriale l’imminente messa in liquidazione della testata.

Ecco il comunicato sindacale firmato dal Cdr dell’Ora della Calabria e dal Sindacato Giornalisti della Calabria:

L’assemblea dei giornalisti de “l’Ora della Calabria”, riunitasi il 5 aprile a Lamezia Terme alla presenza del vicesegretario Fnsi e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, esprime viva preoccupazione per il grave stato d’incertezza che caratterizza l’attuale situazione della testata ed il futuro di tutti i lavoratori.
Al momento, infatti, alcuna comunicazione ufficiale è pervenuta al Comitato di redazione ed al Sindacato dei giornalisti, sia rispetto allo stato di liquidazione della società editrice de “l’Ora della Calabria” che al nuovo interlocutore dei lavoratori, pur figurando, sulla gerenza del quotidiano, il nome del liquidatore Giuseppe Bilotta.
L’assemblea dei giornalisti, di concerto con il Sindacato Giornalisti della Calabria, pertanto, proclama lo stato di agitazione, affidando al Cdr un pacchetto di dieci giorni di sciopero da utilizzare nel caso in cui, entro 48 ore, non dovessero giungere dall’interlocutore ufficiale garanzie e tempi certi sul pagamento di tutte le spettanze dovute ai redattori ed ai collaboratori de “l’Ora della Calabria”.
In assenza di convincenti risposte, il Cdr de “l’Ora della Calabria”, assistito dal Sindacato Giornalisti della Calabria, sarà, infatti, costretto a proclamare lo sciopero, nei tempi e con le modalità che saranno comunicati successivamente, attivando, contestualmente, tutte le forme di tutela previste dal contratto e dalla legge a difesa dei diritti dei lavoratori.