08 aprile 2014 | 11:59

A Milano arriva il Salone del Mobile e nei comunicati stampa impazzano le espressioni più bizzarre

‘I dieci fastidi dei comunicati stampa del Fuori Salone’. Questo è il titolo del divertente articolo pubblicato ieri da Michele Boroni su Wired.it, in cui vengono elencate le formule stilistiche e le espressioni più strane e inadeguate utilizzate nelle conferenze stampa che riempiono le caselle postali dei giornalisti. Sembra infatti che il Salone del Mobile non comprenda solamente manifestazioni ed esposizioni di design, bensì includa qualsiasi tipo di attività, un “palco per chiunque abbia qualunque cosa – mobili, installazioni artistiche, musica, cibo, servizi, elettrodomestici, auto – da esporre e, soprattutto, da comunicare”.
Il cibo, in particolare, rappresenta uno dei maggiori protagonisti dell’evento. Tuttavia, la classica espressione ‘seguirà buffet’ da sempre utilizzata negli inviti è ritenuta ormai antiquata, sostituita da termini più ‘cool’ quali catering, banqueting, finger food, aperitivo rinforzato, apericena. Impazza poi la moda dello showcooking, con prestigiosi chef che si dilettano in esibizioni tra i fornelli.

Ma ciò che sconcerta maggiormente sono le formule stilistiche ambigue, espressioni che fanno molto chic ma che di per sè non significano nulla. Ad esempio, dice Boroni, termini quali contaminazione, narrazione, sensoriale, experience, e così via. Sconcertante poi la frase spesso presente a fine comunicato stampa, la cosiddetta ‘preghiera di diffusione’. Il giornalista fa un divertente paragone, immaginandosi un “gruppo di giovani milanesissime pr che in ginocchio snocciolano i rosari come in una pubblicità di Dolce & Gabbana.”
Per non parlare dell’inconsistenza di contenuto. Non essendoci una vera e propria notizia da comunicare, è comunque necessario riuscire ad attirare l’attenzione in qualche modo, perché all’evento saranno presenti almeno un miliardo di persone, quindi qualcosa bisogna pur scrivere. E più si è simpatici, meglio è. Ecco allora i mix tra termini stranieri (usati spesso in modo improprio), i ‘mischioni tra generi e categorie’, i manierismi e l’aria fritta finta cool.

Per leggere l’articolo integrale di Michele Boroni su Wired.it, vai al seguente link: http://www.wired.it/attualita/media/2014/04/07/10-fastidi-dei-comunicati-stampa-del-fuori-salone/