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08 aprile 2014 | 12:51

La Corte di giustizia europea dichiara invalida la conservazione dei dati degli utenti da parte degli operatori telefonici

(AGI) La Corte di giustizia europea ha dichiarato oggi invalida la direttiva Ue per la conservazione dei dati che obbliga i fornitori di servizi di comunicazioni elettroniche, come per esempio gli operatori di telefonia mobile, a conservare alcuni dati degli utenti, tra cui l’orario di una telefonata o il numero chiamato. La direttiva, ampiamente applicata in Italia, ha rappresentato un utile strumento per le forze di sicurezza per identificare responsabili di reati. La Corte tuttavia, si legge in una nota, ritiene che la direttiva, “imponendo la conservazione di tali dati e consentendovi l’accesso alle autorità nazionali competenti, ingerisca in modo particolarmente grave nei diritti fondamentali al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati di carattere personale”.
La direttiva non permette invece l’accesso e la conservazione di dati relativi ai contenuti delle comunicazioni, cosa che è consentita solo in caso di mandato specifico da parte delle autorità giudiziarie. I dati soggetti alla direttiva devono essere conservati per un periodo fino a 2 anni. Nonostante la distinzione tra dati personali e non, riconosciuta dalla direttiva, la Corte ritiene che le informazioni raccolte, se opportunamente incrociate, consentono facilmente l’identificazione degli utenti, in violazione delle regole Ue sulla privacy dei cittadini. La Corte condanna l’intero impianto della direttiva sottolineando che non prevede differenziazioni o eccezioni nella raccolta dei dati consentiti, ne’ pone limiti contro eventuali abusi dei dati stessi. E’ condannato anche il fatto che i dati dei cittadini Ue possano finire in paesi terzi.

La direttiva ha subito pesanti attacchi da gruppi per le libertà civili, per la protezione dei dati e anche dai gruppi telefonici che denunciavano costi troppo elevati per la conservazione dei dati. Nel 2011, l’attuale commissaria responsabile per gli affari interni, Cecilia Malmstrom, avviò una consultazione per la revisione della direttiva, che però è stata successivamente congelata. (AGI 8 aprile 2014)