Comunicazione

08 aprile 2014 | 17:07

“La giustizia amministrativa ha deciso di ammantarsi di segreto”. La denuncia dell’Unione dei cronisti

(TMNews) “Per paura della possibile corruzione del personale, la giustizia amministrativa ricorre a un black out dell’informazione che impedisce ai cittadini di sapere cosa facciano Consiglio di Stato e tribunali amministrativi regionali che decidono sulle vicende degli enti pubblici e quindi, a maggior ragione, con il bisogno del controllo dei cittadini”.

Così si afferma in una nota dell’Unione nazionale dei cronisti.

Il parziale oscuramento per i giornalisti del sito internet giustizia-amministrativa.it non è una soluzione. “Senza l’informazione tempestiva dei giornalisti, i cittadini non sapranno praticamente nulla di ciò che combinano Consiglio di Stato e Tar: il processo amministrativo, infatti, è pubblico solo nella fase conclusiva poichè le udienze sono ‘in camera di consiglio’ nella fase cautelare”.

Nel comunicato si ricorda che il ‘Codice del processo amministrativo’ prescrive che le decisioni (ordinanze, decreti e sentenze) diventano pubbliche con il deposito in cancelleria, con l`apposizione del numero di registro e la notifica alle parti.
“Quindi solo agli interessati, non alla generalità dei cittadini che vengono informati dai cronisti: senza il lavoro dei giornalisti il pubblico non verrebbe informato in modo corretto, completo e tempestivo, come è suo preciso diritto, sancito dall`articolo 21 della Costituzione”.

Secondo l’Unci ora che “la giustizia amministrativa ha deciso di ammantarsi di segreto. Una iniziativa che sta creando imbarazzo a più livelli e che, probabilmente, è all`origine della mancata risposta del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, alla interrogazione dell`onorevole Ernesto Magorno, componente della Commissione parlamentare Antimafia, il quale sostiene che ‘Sarebbe singolare se per combattere la corruzione si impedisse alla stampa di informare liberamente i cittadini su informazioni di pubblico interesse”. (TMNews 8 aprile 2014)