Editoria

08 aprile 2014 | 18:42

Rcs: Pandette porta in tribunale il Banco Popolare, lite da 82 milioni

(ANSA) Pandette, la holding della famiglia Rotelli, porta in Tribunale il Banco Popolare per contestare il prezzo delle azioni Rcs, vendute dall’istituto guidato da Pier Francesco Saviotti attraverso l’esercizio di un’opzione put contratta nel 2006 e rinegoziata nel 2009. A dividere la banca e gli eredi dell’imprenditore della sanità, Giuseppe Rotelli, scomparso lo scorso giugno, sono circa 82 milioni di euro. Il Banco, emerge dal prospetto sull’aumento di capitale, ha esercitato l’opzione su 3.870.900 azioni (l’ultima parte del pacchetto rilevato da Stefano Ricucci e venduto a Rotelli) al prezzo di 113,4 milioni di euro mentre gli eredi di Rotelli non sono disponibili a pagare più di 31,4 milioni. In Borsa, con il titolo a 1,6 euro, la quota vale poco più di 6 milioni. Così il 6 marzo scorso Pandette ha citato in giudizio davanti al Tribunale di Milano il Banco chiedendo “in via principale” che venga accertato in 31,4 milioni il prezzo della quota (pari allo 0,91% del capitale) e “in via subordinata” l’accertamento dell’ “eccessiva onerosità della prestazione dovuta da Pandette” con richiesta di risoluzione del contratto. Nel caso in cui nessuna delle due richieste venisse accolta, “in via ulteriormente subordinata”, è stato chiesto di rinegoziare il contratto. “La quantificazione del prezzo delle azioni Rcs compiuta rispettivamente da Banco Popolare e Pandette trae origine da una diversa interpretazione contrattuale del contratto di opzione” si legge nel prospetto. A dividere le parti sono gli effetti sul prezzo dell’opzione delle operazioni sul capitale decise dall’assemblea del 30 maggio 2013, con la riduzione del capitale per perdite e il raggruppamento delle azioni. Il 12 marzo il Banco ha depositato al Tribunale di Milano un ricorso per decreto ingiuntivo nei confronti di Pandette allo scopo di ottenere i 113,4 milioni. (ANSA, 9 aprile 2014)