Televisione

10 aprile 2014 | 10:10

Pirateria audiovisiva: arrestate 16 persone, tra cui esponenti di Verbatim, e sequestrati beni per 252 milioni

(TMNews) Maxi operazione delle Fiamme gialle di Roma in varie regioni italiane contro la pirateria audiovisiva: sgominata un’organizzazione criminale con diramazioni in Svizzera, Isole del Canale, San Marino, Slovenia ed Austria. In 23 provincie (tra Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia) sono state eseguite oltre 100 perquisizioni, 16 ordinanze di custodia cautelare e sequestrati beni per 252 milioni di euro.

Tra i 16 destinatari di misure restrittive personali spiccano nomi eccellenti, tra cui i vertici della Verbatim Italia (società leader nel settore dei supporti informatici e delle memorie di massa), due noti imprenditori toscani (M.L. e M.F. soggetti apicali del gruppo), oltre a diversi commercialisti, consulenti tributari e faccendieri.

L’operazione, chiamata Virgin, grazie ai milioni di euro di beni sotto sequestro permetterà di saldare i conti con l’Erario. I militari del Gruppo di Fiumicino, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, partendo da un’indagine su clan camorristici specializzati nella pirateria audiovisiva, risalendo la filiera si sono concentrati su alcune aziende italiane ed estere dedite ad introdurre nel territorio nazionale ingentissimi quantitativi di cd e dvd vergini destinati sia alla criminalità partenopea che alla grande distribuzione. L’analisi delle operazioni commerciali ha messo in luce il ruolo di alcune società solo in apparenza regolari, di fatto “cartiere” riconducibili a due facoltosi imprenditori toscani (evasori totali), amanti della bella vita.

Centinaia di perquisizioni, migliaia di intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali hanno nel tempo consentito di sequestrare 23 milioni di cd/dvd ‘vergini’, numerosa documentazione contabile e, successivamente, di smascherare un radicato sodalizio transnazionale specializzato in maxi frodi fiscali e in truffe aggravate ai danni della Siae e quindi dello Stato.

Attraverso l’utilizzo di fatture false, predisposte ad hoc da esperti commercialisti e consulenti tributari, le società ‘cartiere’, prive di sede reale e di contabilità, venivano fatte apparire come solide e regolari. La merce, formalmente esportata al di fuori dell’Italia, veniva di fatto distribuita nella penisola, scortata da documenti di trasporto taroccati, il tutto in totale evasione d’imposta.

La frode grazie all’omesso pagamento di 156 milioni di euro di diritti d’autore dovuti alla Siae (26 centesimi di euro per ogni cd e 50 centesimi di euro per ogni dvd), ha consentito non solo alle aziende campane in odore di camorra, ma anche a soggetti operanti nella grande distribuzione di ottenere la merce a prezzi inferiori a quelli di mercato, sbaragliando in tal modo la concorrenza.

I sequestri eseguiti dalla GdF riguardano 164 conti correnti, 46 obbligazioni finanziarie, 34 titoli al portatore, 8 cassette di sicurezza, 38 fondi di investimento, 56 auto e moto di lusso, uno yacht di 15 metri e 71 prestigiose proprietà immobiliari e terriere per un valore pari a 252 milioni di euro. (TMNews 10 aprile 2014)