11 aprile 2014 | 11:40

Le dieci cafonerie dei giornalisti. Un addetto stampa risponde per le rime all’articolo di Wired

Qualche giorno fa Michele Boroni ha pubblicato su Wired.it l’articolo ‘I dieci fastidi dei comunicati stampa del Fuori Salone‘, elencando le stranezze e le formule linguistiche più assurde spesso utilizzate dagli uffici stampa in occasione dell’evento milanese del design. Per questo motivo Alessio Masi, di professione addetto stampa e social media manager, ha deciso di rispondere a Boroni tramite un altro articolo su Wired intitolato ‘Il decalogo del giornalista scroccone secondo un addetto stampa‘. L’obiettivo è dimostrare come sia inutile generalizzare, perchè “i geni e i fessacchiotti si riscontrano in egual misura in tutte le categorie professionali” compresa quella dei giornalisti.

E così si diverte ad elencare i dieci Premi ‘Scroccone dell’anno’ rivolti ai giornalisti. Tra questi, ci sono quelli che vogliono lo sconto su alucni prodotti che vorrebbero acquistare, ma che secondo Masi non lo chiederebbero mai in modo esplicito: “sei tu che, colto da esaurimento, cedi e gli dici ‘…guarda, se hai deciso di acquistarlo passa pure da noi: riceverai un trattamento di favore’. Lui accetta, ringrazia e specifica che il motivo della chiamata non era quello”.
Ci sono poi quelli che vanno sempre alla ricerca della cartella stampa, il fascicolo distribuito ad eventi e conferenze stampa il quale di norma contiene, oltre alle informazioni sull’azienda cliente, anche un piccolo gadget. Ed è quest’ultimo il fulcro della loro attenzione: se non riescono ad averlo vanno nel panico e fanno di tutto per procurarselo. Tra i peggiori scrocconi, poi, quelli che si spostano in relazione al buffet e che farebbero anche migliaia di chilometri pur di poter usufruire di un pasto gratuito. “Spazzolato il buffet, scatta finalmente l’intervista all’amministratore delegato: il giornalista, ovviamente, col pezzo di prezzemolo tra i denti”.
Per non parlare, continua Masi, di quelli che non perdono occasione per ‘spiattellarti’ il loro prossimo appuntamento con  quel tale personaggio di fama internazionale che devono intervistare. Ma in realtà nessuno gli aveva chiesto niente. Ci sono poi giornalisti ‘appassionati’ alla crisi economica: è il loro argomento preferito. Sarebbe troppo difficile pubblicare qualcosa di positivo.

Altri ancora chiedono agli addetti stampa di scrivere l’intervista al posto loro, o si fanno sentire solo quando c’è il viaggio stampa (ovviamente con mille pretese su orari, cibo, ecc), o si documentano su Wikipedia, o si presentano alle interviste parlando di profitti e denigrando i concorrenti, perdendo così un sacco di tempo. E infine, tra i peggori, quelli che ‘sei fortunato se li conosci’. Perchè da loro s’impara tanto. “Tutti gli altri – giornalisti, addetti stampa e agenti immobiliari – ci pensa Darwin: che senso ha infierire?”

Puoi leggere l’articolo integrale al seguente link http://www.wired.it/attualita/media/2014/04/09/decalogo-giornalista-scroccone-ufficio-stampa/