Editoria, New media

11 aprile 2014 | 12:15

I giovani si informano in Rete ma non si fidano (SLIDE)

I giovani leggono poco i giornali. Il 91% sceglie la Rete, soprattutto i portali dei quotidiani, ma la maggior parte ritiene il web non affidabile. A dirlo è la ricerca ‘I giovani e l’informazione’ di Lella Mazzoli, direttore dell’Istituto per la formazione al giornalismo dell’Università di Urbino. I dati sono stati anticipati ieri in occasione del primo incontro ‘Atelier-Collaboratorio di Intelligenza Connettiva’, un brainstorming tra studenti, docenti, ricercatori e rappresentanti del mondo dell’editoria organizzato dall’Osservatorio TuttiMedia e Media Duemila in collaborazione con la Fieg.

Secondo l’indagine, i giovani hanno un “atteggiamento critico e disilluso”. L’87% dei giovani pensa che “la maggior parte delle fonti di informazione sia schierata”, il 62% è convinto di ricevere “notizie da fonti che non hanno un punto di vista particolare” e il 55% crede che “gli organismi di informazione facciano un buon lavoro”.

“L’informazione tradizionale non viene più cercata su un supporto tradizionale anche se i giovani sono convinti che sulla Rete ci siano tante bufale”, dice Mazzoli. “E’ una partita aperta che mi invita ad avere un po’ di ottimismo”, aggiunge il presidente della Fieg, Giulio Anselmi, senza nascondere che “giornali e Twitter sono accomunati solo dall’interesse per il maltempo”.

“L’unica via attraverso la quale editori e giornalisti possono ancora vincere è quella dell’autorevolezza e credibilità”, continua Anselmi. “E’ evidente che la carta non interessa ai giovani, anzi sembra siano allergici ad essa. Ciò nonostante gli editori devono continuare ad investire sulla carta stampata perché rappresenta ancora  il 90% dei ricavi delle aziende editoriali e fanno bene a fare giornali migliori”.

Il 90% dei giovani si dichiara mobile news consumer, cioè lettori che cercano e consumano informazioni specifiche su tablet e smartphone, e il 77% segue l’informazione culturale sul mobile. I portali più visitati durante la giornata sono quelli dei quotidiani (70%) e i siti specializzati su particolari argomenti (65%), con fanalino di coda i siti più interattivi sui quali gli utenti votano le notizie (15%).

Dall’indagine emerge che, dopo il web, l’85% dei giovani tra i 18 e i 29 anni utilizza per informarsi le tv nazionali, il 41% i quotidiani nazionali, il 38% la radio. Guardando l’andamento del consumo di informazione su Internet dal 2011 al 2014 si vede che la situazione è stabile, anzi in lievissimo calo: dal 94% del 2011 si è passati al 95% del 2012, al 97% del 2013 fino al 91% del 2014. Stabile anche la situazione rispetto all’uso dell’informazione all news, che doveva rappresentare il futuro, passata dal 49% del 2011, al 57% del 2012, al 63% del 2013 fino al 60% del 2014.

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