15 aprile 2014 | 14:42

Gian Luca Pellegrini, nuovo direttore di Quattroruote

Cambio al vertice di Quattroruote, mensile dell’Editoriale Domus: Gian Luca Pellegrini assume la carica di direttore responsabile a partire dal numero di giugno. Al suo fianco, si legge in una nota, Massimo Nascimbene, con la qualifica di condirettore. Carlo Cavicchi, direttore uscente, assume la carica delle relazioni esterne per il settore automotive della casa editrice. 

Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote

Gian Luca Pellegrini, 49 anni, ha percorso la propria intera carriera professionale all’interno della redazione di Quattroruote, in cui è entrato a 25 anni come praticante. In seguito da redattore delle news è  diventato caposervizio delle iniziative speciali, vice caporedattore e caporedattore dell’ufficio centrale con funzioni di coordinamento e, dal 2011, vice direttore con delega anche per la produzione e lo sviluppo dei contenuti digitali. Accanto a Pellegrini, Massimo Nascimbene: ingegnere, laureato al Politecnico di Milano, vanta oltre 34 anni di ininterrotta attività al servizio del giornalismo ‘automotive’, prima nelle riviste specializzate (Gente Motori, Am, Auto) e poi come freelance. Già firma di Repubblica Motori e L’Espresso, nel novembre 2010 approda a Quattroruote – chiamato dal direttore Cavicchi – con il compito di coordinare le sezioni ‘Prove su strada’, ‘Autonotizie’ e ‘Tecnica’.

Pellegrini e Nascimbene ereditano l’importante direzione di Carlo Cavicchi, che ha firmato il giornale dal luglio 2010 dopo esserne stato vice direttore e condirettore. Il team, che ha saputo affrontare con determinazione questi anni di dura crisi del settore, continuerà a collaborare: Carlo Cavicchi, che per ragioni di età ha chiesto di lasciare la firma del giornale, assume infatti l’incarico di responsabile delle relazioni esterne per il settore automotive della casa editrice.

  • Eugenio Consoli

    Vorrei complimentarmi con Gian Luca Pellegrini. Leggo Quattroruote da bambino, e ne sono abbonato da circa trent’anni. La rivista mi ha aperto la mente verso orizzonti più ampi del settore automotive. Faccio il dirigente pubblico e, in un ambiente difficile, mi sforzo di misurare le performance mie e dei miei collaboratori per migliorare ogni giorno efficienza, efficacia, economicità (mission pressoché impossible!). Il giornale mi ha aiutato a conoscere e valutare quell’universo sommerso di variabili che stanno alla base di ciò che emerge e conta come risultato finale. E credo che il segreto principale della ricetta originale di Quattroruote, pur tra le luci e le ombre che da sempre contraddistinguono un prodotto che va venduto sul mercato, sia il particolare modo di veicolare (termine che mi pare azzeccato) le informazioni in possesso della redazione. Innanzi tutto l’uniformità di linguaggio, la sobrietà dello stile redazionale degli articoli, dei trafiletti, dei dati di cronaca tecnica, aziendale, sportiva. Un uso della lingua italiana da manuale, che non esagera nell’uso di parole straniere e denota la grande dimestichezza della redazione sia con i mondi dell’accademia, che con quelli della fabbrica (penso ad esempio a termini apparentemente iniziatici, come ‘brancardo’). Ma tutto ciò al servizio di contenuti autentici e quasi mai banali.
    In breve: auguri Direttore. Mi compiaccio per l’incarico che premia la Sua carriera, ma è anche testimonianza di coerenza di scelte dirigenziali in linea con i valori della testata e della casa editrice fondata dall’illustre Gianni Mazzocchi. A presto. Eugenio Consoli