Editoria, New media

16 aprile 2014 | 17:08

L’informazione ai tempi del web: nuovi lettori, nuovi modelli di business. La ricerca (SLIDE)

Internet è il secondo mezzo di informazione dopo la televisione ed è utilizzato dal 42% degli italiani che si interessano attivamente ai fatti di attualità, con una distanza di appena 3 punti percentuali dai quotidiani. Google è in assoluto il sito più visitato da chi cerca informazioni, seguito da Repubblica.it, Corriere.it, Ansa e Facebook. Sono alcuni dei dati illustrati nella ricerca ‘Un nuovo lettore, un nuovo quotidiano. Come evitare che le notizie sopravvivano ai giornali’ a cura di Roberto Sommella, direttore delle Relazioni Esterne e dei Rapporti Istituzionali dell’Autorità Antitrust, presentata oggi nella sede della Fieg.

Lo studio approfondisce i nuovi modelli di business editoriali dopo la ‘smartphone revolution’, il modello economico-finanziario del New York Times, il flusso della pubblicità online, il ruolo dei social network e dei motori di ricerca, il mercato degli internet media e delle app, fino alle startup editoriali. Scarica il report integrale (.pdf)

“In Italia circa 34,8 milioni di soggetti hanno la possibilità di accedere a internet da almeno un device o una location”, scrive Sommella. “E naviga da smartphone e tablet il 34,8% degli individui, prevalentemente giovani (oltre il 92% ha tra gli 11 e i 34 anni, persone che probabilmente non si sono quasi mai avvicinate a una edicola). Il tasso di penetrazione, inoltre, supera il 90% per i laureati. Se si vuole raggiungere questi potenziali lettori – continua Sommella – adottando una logica propositiva e non difensiva (come accaduto nel settore musicale), si può provare a reimpostare il sistema secondo tre direttrici:
- revisione del modello di business, come insegna l’esperienza del New York Times, primo tra gli storici giornali americani a ottenere utili dalla vendita delle notizie on line;
- creazione di nuove realtà editoriali leggere, start up collegate alle testate storiche ma indirizzate esclusivamente al nuovo prodotto, finanziate da venture capital o da fondi strutturali europei;
- predisposizione di un nuovo prodotto editoriale pensato esclusivamente come applicazione per gli smartphone e i tablet. Un’offerta di nuovo conio e dai connotati italiani”.