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22 aprile 2014 | 10:33

Pavel Durov lincenziato dalla guida di Vkontakte, il Facebook russo

Questa volta sembra essere veramente la fine per Pavel Durov come capo di Vkontakte, il cosiddetto Facebook russo e il piu’ popolare social network dello spazio ex sovietico, da lui creato nel 2007: il 29enne pietroburghese e’ stato sollevato dall’incarico di direttore generale. Lo ha riferito la stessa societa’ in un comunicato stampa, ripreso dai media locali e che ha lasciato perplessi molti. A leggere la nota, la motivazione e’ puramente burocratica, ma la notizia arriva a pochi giorni dalla denuncia da parte di Durov di pressioni ricevute dall’Fsb per ottenere dati personali degli organizzatori del Maidan di Kiev. Un passo che potrebbe essergli costato caro.
A quanto spiega la societa’, il 21 marzo “Durov aveva avvertito Vkontakte della risoluzione anticipata del suo contratto, inviando all’azienda una lettera di dimissioni da Ceo, per sua volonta’ personale”. Il documento era stato presentato un mese prima della data di licenziamento. A scadenza esatta del mese, il 21 aprile, e visto che Durov non ha formalmente ritirato le sue dimissioni, Vkontakte dice di essersi vista costretta a sollevarlo dall’incarico. L’uscita di scena era stata annunciata il 1 aprile scorso dallo stesso Pavel, il quale aveva poi parlato di uno scherzo, dichiarando di voler rimanere a guidare la sua creatura.
La societa’ auspica comunque che il rapporto col “visionario” fondatore del Facebook russo continui. Magari come “capo architetto del social network”, ruolo appositamente creato per lui, come ha spiegato il direttore esecutivo Dmitry Sergeev, che guidera’ l’azienda fino alla nomina di un nuovo Ceo da parte degli azionisti. Durov, che ha detto di aver saputo del licenziamento dalla stampa, ha subito puntato il dito contro il Cremlino: “A giudicare dalle notizie, come risultato del mio rifiuto pubblico della settimana scorsa, sono stato licenziato da Ceo di Vkontate”, ha scritto online, aggiungendo che “Vkontakte passa cosi’ sotto il completo controllo di Igor Sechin e Alisher Usmanov”. Il primo a capo del colosso energetico Rosneft e il secondo, gia’ azionista di maggioranza della societa’ fondata da Durov e uomo piu’ ricco di Russia. La settimana scorsa, su Vkontakte, Durov ha denunciato pubblicamente le pressioni ricevute, a fine 2013, dai servizi segreti di Mosca per rivelare i dati personali degli account degli organizzatori del movimento Euromaidan.

Pavel Durov (foto Formiche.net)

Il giovane milionario, da sempre critico con i metodi del Cremlino, ha detto di aver rimandato la richiesta al mittente, in quanto la giurisdizione russa non si estende agli utenti ucraini. Il giovane imprenditore ha poi spiegato che allora, in seguito all’acuirsi della tensione con le autorita’, si e’ deciso a cedere l’ultimo 12% di Vkontakte ancora nelle sue mani. “Da dicembre 2013 non ho piu’ proprieta’, ma mi e’ rimasto qualcosa di piu’ importante: la coscienza pulita e gli ideali che sono pronto a difendere”, aveva dichiarato. Con oltre 100 milioni di utenti, Vkontakte (letteralmente, ‘in contatto’) e’ controllato da pochi mesi dall’uomo piu’ ricco di Russia, Alisher Usmanov, che attraverso il colosso Internet Mail.Ru detiene il 52% di azioni, il restante 48% e’ nella mani del fondo United Capital Partners, che di recente ha minacciato azioni legali il giovane milionario a causa della sua nuova creatura, il programma di messaggistica Telegram, sviluppato al di fuori del gruppo. “Probabilmente, nel contesto russo, qualcosa del genere era inevitabile – ha scritto Durov su Vkontakte – ma sono felice che siamo durati sette anni e mezzo. Abbiamo fatto molto e parte di quello che e’ stato fatto non puo’ essere riportato indietro”. (AGI 22 aprile 2014)