22 aprile 2014 | 13:08

L’Ora della Calabria: il liquidatore chiede lo sgombero dei locali, lo scrivono i giornalisti su Facebook

Dopo aver annunciato l’interruzione delle pubblicazioni sia su carta che online dell’Ora della Calabria, il quotidiano diretto da Luciano Regolo, il liquidatore Giuseppe Bilotta “autorizza ad organizzare già da stamattina il ritiro delle attrezzature e di tutto quanto apparteneva alla C&C, la società editrice, all’interno delle redazioni periferiche chiedendo lo sgombero immediato di tutti i locali delle redazioni in affitto”. Ne danno notizia su Facebook i giornalisti del quotidiano che il 19 aprile, dopo lo stop alle pubblicazioni, hanno aperto proprio sul social network la pagina ‘L’Ora siamo noi’, che ha già superato quota 4mila fan. Una pagina – si legge nella descrizione – “gestita dai giornalisti dell’Ora della Calabria, che con coraggio hanno denunciato intrallazzi e soprusi subendo nefaste conseguenze. Nessun bavaglio metterà a tacere l’informazione libera!”.

A questo link tutte le puntate del cosiddetto ‘caso Gentile’.

Tornati oggi in redazione dopo tre giorni di sciopero, i giornalisti protestano su Facebook contro la richiesta di sgombero dei locali avanzata dal liquidatore: “Ancora una volta i più elementari diritti dei lavoratori, le libertà fondamentali degli individui, la dignità umana e professionale sono stati gravemente calpestati”, scrivono. “Nessuno di noi per il momento è stato licenziato quindi come si può impedire di fatto a qualcuno di andare sul posto di lavoro facendoglielo trovare chiuso o senza le strutture necessarie o senza aver avuto alcun preavviso? E soprattutto come può Bilotta agire da dittatore, a che titolo?”.

La pagina Facebook ‘L’Ora siamo noi’ ospita, accanto agli aggiornamenti pubblicati dal direttore e dalla redazione, numerosi messaggi di solidarietà e di vicinanza al giornale da parte di istituzioni di categoria, sindacati, esponenti del mondo editoriale e lettori. A esprimere “sconcerto” anche l’Ordine dei Giornalisti della Calabria, secondo il quale la vicenda che il quotidiano sta attraversando sarebbe “un nuovo inquietante episodio che mette in discussione la libertà di stampa e sottolinea la visione arcaica e padronale che ancora alligna in certi settori dell’imprenditoria calabrese”.

Qui di seguito il video postato su YouTube in cui il direttore Luciano Regolo denuncia “una grave violazione della libertà di stampa e delle più elementari libertà sindacali e istituzionali” e ripercorre la vicenda che ha portato alla cessazione immediata delle pubblicazioni del quotidiano.