Editoria, Pubblicità 

23 aprile 2014 | 16:42

Più sostegno all’editoria da parte del governo. Lo dice Massimo Beduschi, chairman e ceo di GroupM

(ITALPRESS)  “Se ci sta a cuore il pluralismo dell’informazione, non e’ illogico pensare a un’ipotesi di sostegno pubblico piu’ rilevante di quello attuale per i giornali”. Lo sostiene Massimo Beduschi, chairman e Ceo di GroupM, in un’intervista a ‘Prima Comunicazione’. GroupM e’ la holding a cui fanno capo le centrali media del gruppo Wpp (Mec, MindShare, Mediacom, Mediaclub e Media Insight), che nel complesso controllano circa il 40% della pubblicita’ distribuita in Italia. Secondo le previsioni della societa’, il 2014 dovrebbe chiudersi ancora con un segno meno per il mercato pubblicitario: -0,3% rispetto al 2013. Il calo maggiore dovrebbe registrarlo proprio la stampa: -13%. Pero’ Beduschi vede una possibile riapertura dei giochi legata al governo e all’Expo. “Se il governo di Matteo Renzi fara’ le tanto agognate riforme e con

Massimo Beduschi

l’Expo piu’ imminente si diffondera’ un po’ di ottimismo e positivita’, nella seconda parte dell’anno ci potrebbe essere una piu’ decisa inversione di tendenza”, sostiene il capo di GroupM. “Per gli editori della carta stampata, non si tratta solo di decidere come passare da un modello free a un modello pay o semi pay per quanto riguarda i contenuti digitali, trovando la maniera giusta per gestire la coabitazione virtuosa di carta, online e mobile. In questo momento gli editori di giornali hanno anche un problema di costo della produzione dei contenuti. Sono gli unici a pagare cara una merce, le notizie, che tanti altri poi sfruttano. Ogni Paese su questo tema ha la sua soluzione, ma il problema e’ globale”. In questa situazione, secondo il presidente e ceo di GroupM, potrebbe essere sensato aumentare il sostegno pubblico all’informazione. “Certo, saremmo lontani dalle logiche di mercato che dovrebbero riguardare anche i mezzi”, ammette Beduschi, “ma francamente, considerato tutto quello che e’ successo e sta succedendo, non mi sento di escludere o condannare l’idea di percorrere una pista simile”. (ITALPRESS 23 aprile 2014)