Editoria

28 aprile 2014 | 15:43

La Santa Sede al Salone del Libro: un’occasione per promuovere la cultura

(ANSA) “Una bella occasione, non un evento esteriore”, una occasione per promuovere cultura, e mostrare il buon stato di salute dell’editoria religiosa, che gode di “un incremento delle vendite del 12 per cento in Italia e del 7-8 per cento a livello mondiale”. Così don Giuseppe Costa, delegato esecutivo della Santa Sede paese ospite al Salone del Libro di Torino, dall’8 al 12 maggio, ne spiega all’Ansa le prospettive. Un padiglione di 332 metri quadri di esposizione, con libri al 70 per cento della Lev e al 30 di musei vaticani, archivio, biblioteca e accademie pontificie, e per l’occasione l’ufficio filatelico vaticano ha anche emesso un francobollo commemorativo, stampato in 200mila esemplari. Il padiglione sarà “visibile e attraente nel design grazie all’intervento dell’architetto Pulitani, voluto dal legato pontificio per il Salone, card. Ravasi; Pulitani ha realizzato una sorta di cupola di libri che richiama ampiamente san Pietro e il colonnato”. La Lev porta a Torino una selezione del catalogo, circa 500 titoli, “credo – riferisce don Costa – che avremo in esposizione un migliaio di libri, e per la vendita soprattutto libri per i giovani che possano interessare i 400mila visitatori” previsti. “Abbiamo voluto insistere sull’aspetto culturale di questa iniziativa – argomenta il sacerdote salesiano – prendendo atto della crescita dell’interesse per la produzione religiosa”. Così la Santa Sede promuoverà alcune iniziative particolari, come un dibattito internazionale sulla editoria religiosa coordinato con partecipazione di editori americani ed europei. Don Costa, il cui arrivo alla direzione della Lev, nel 2007 è legato a un mandato personale di Benedetto XVI per la valorizzazione del libro come oggetto culturale, afferma che “la apertura internazionale dell’editoria vaticana è cominciata con i libri di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, che ha portato interesse e ottime royalties”. Papa Ratzinger, “grande teologo, amante di libri e attento lettore”, ha favorire l’emergere in tutto il mondo di un interesse per il libro religioso sia per la produzione vaticana collegata all’arte e alla geografia, settori in cui il catalogo Lev e la produzione delle istituzioni vaticane può dare molto in qualità e titoli. “Senza questa crescita – commenta il sacerdote – non ci sarebbe potuta essere nemmeno la partecipazione al Salone del libro”, e tra l’altro l’invito a parteciparvi come paese ospite era stato fatto a Benedetto XVI. Con il nuovo papa Francesco è stata confermata la partecipazione della Santa Sede, che sarà rappresentata anche presente a un dibattito sul magistero di papa Francesco, il segretario di Stato Pietro Parolin. Qualche consiglio alla editoria religiosa da chi custodisce il copyright dei papi? Don Costa suggerisce di approfittare del fatto che oggi chi acquista lo fa per leggere: “la crisi non permette di comprare un libro solo per tenerlo sullo scaffale”. Di “sfruttare l’attenzione di un pubblico ‘più popolare’ suscitata da papa Francesco”. Di “non stampare solo per gli eventi e i grandi eventi, ma accompagnare i libri nel tempo, far diventare la lettura un abito mentale”. “Prendere un libro e approfondire un problema è auspicabile che diventi un fatto normale soprattutto per chi crede, – suggerisce il direttore della Lev – e un libro di qualità può aiutare la crescita spirituale e umana delle persone e, non dimentichiamolo, anche dei preti e degli ecclesiastici”. Diffondere e sostenere i libri, sa però bene don Costa, è una “sfida globale”, che riguarda “educatori, editori, insegnanti, pastori”. (ANSA, 28 aprile 2014)