Editoria

29 aprile 2014 | 10:18

La guerra tra media e potere apre il Festival del giornalismo. I direttori di Repubblica e Guardian a confronto sul tema (VIDEO)

(ANSA) Dalla distruzione dei computer del Guardian da parte della polizia britannica per bloccare l’inchiesta sul Datagate alle foto social della manifestante calpestata da un agente a Roma, che hanno portato il capo della polizia a prendere le distanze e definire “un cretino” l’autore delle violenze. L’ottava edizione del Festival del giornalismo di Perugia si è aperta con un dibattito tra i direttori del quotidiano britannico The Guardian, Alan Rusbridger, e della Repubblica, Ezio Mauro, su come si sta evolvendo lo scontro tra media e potere, ‘War on journalism’, in un’inedita anteprima romana che si è tenuta all’Auditorium Parco della Musica. “Dobbiamo impedire che la tecnologia sia impiegata nel modo sbagliato” ha osservato Rusbridger ricordando come ciò che gli ha fatto più piacere del premio Pulitzer ricevuto per il Datagate sia che è stato assegnato “per essere andati oltre il giornalismo, offrendo un servizio pubblico”. “Il giornalismo serve per fornire i fatti in modo che ci sia un dibattito, altrimenti saremo sempre all’oscuro di quello che succede”, ha aggiunto il direttore del Guardian. “Il potere ha oggi una capacità di egemonia culturale maggiore che in passato – ha riflettuto Mauro – e si esercita nella banalizzazione i temi, come è accaduto con il Datagate quando si diceva che era tutto già noto e che le spie erano sempre esistite. Il giornalismo invece deve dare un nome alle notizie, assumendosi la responsabilità di assegnare loro un peso. Dire: guarda che è di questo che si tratta”. Il festival del Giornalismo, ha ricordato Gianluca Comin, direttore delle relazioni esterne di Enel, porterà da oggi a Perugia più di 500 relatori da tutto il mondo. (ANSA, 29 aprile 2014)

Ecco il video integrale del dibattito pubblicato su Repubblica.it: