Comunicazione

29 aprile 2014 | 17:27

Stampa parlamentare: inaccettabile equiparare stampa e lobbisti

(TMNews) “Spiace constatare che il Movimento Cinque Stelle, nato con l’obiettivo dichiarato di aprire il Parlamento (“come una scatola di tonno”) e dunque di favorire in ogni modo la trasparenza delle istituzioni, una volta entrato a farne parte, si trasformi nel promotore del più grande tentativo di chiusura della Camera ai giornalisti. L’Associazione stampa parlamentare ritiene inaccettabile l’operazione, avviata dal deputato M5S Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, che punta a limitare la libertà di movimento dei cronisti a Montecitorio, equiparandoli ai lobbisti, che peraltro l’Asp si premura da anni di tenere fuori dai propri canali di accredito”. Lo si legge in una nota della Associazione stampa Paralamentare, a seguito dell’iniziativa M5S a Montecitorio.

“Credevamo – è scritto nella nota- che l’allarmante sortita di Beppe Grillo nel giugno scorso, il grido “fuori i giornalisti dal Parlamento”, fosse derubricabile a spiacevole episodio, forse nell’inconsapevolezza che l’unica fase politica che ha visto la chiusura e la cacciata dell’Associazione stampa parlamentare, fu il regime fascista. L’iniziativa odierna del M5S sembra invece tradurre in fatti quell’indicazione del leader e dare attuazione ad una politica restrittiva, contraddittoria rispetto alle logiche della democrazia, alle richieste dell’opinione pubblica e alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie che pure M5S sembra volere utilizzare e interpretare”.

“Una cosa è la regolamentazione delle lobby, argomento importante che attende da anni una traduzione legislativa (compito delle forze politiche) sul quale l’Asp ha perfino organizzato seminari di aggiornamento – ha sottolineato la stampa parlamentare- un’altra approfittare dell’argomento per allontanare microfoni, telecamere, taccuini dalla vita politica di Montecitorio. Se il Movimento Cinque Stelle vuole dedicare le proprie energie ad una modifica dei regolamenti che nessun esponente di partito, neppure il più allergico alla stampa, ha mai chiesto, faccia pure. L’Associazione stampa parlamentare si opporrà in ogni modo a qualsiasi restrizione della trasparenza, accessibilità delle sedi istituzionali, come pure ad ogni ampliamento della discrezionalità della politica rispetto agli ingressi dei giornalisti accreditati”. (TMNews, 29 aprile 2014)