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08 maggio 2014 | 11:07

Francesco Caio, amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane

Si è riunito ieri a Roma, mercoledì 7 maggio 2014, per la prima volta sotto la presidenza di Luisa Todini, il nuovo Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane nominato dall’Assemblea ordinaria svoltasi lo scorso 2 maggio. Il Cda, si legge in una nota, ha nominato Francesco Caio quale amministratore delegato e direttore generale della società. Il Consiglio ha altresì provveduto a ricostituire al proprio interno il Comitato Compensi, composto dai consiglieri Antonio Campo Dall’Orto, con funzione di presidente, ed Elisabetta Fabri.

Francesco Caio nasce a Napoli il 23 agosto 1957, si laurea in  Ingegneria Elettronica  al Politecnico di Milano e consegue due Master in Business. La sua carriera lavorativa inizia in Olivetti, per poi passare alla Sarin (gruppo Stet) e  successivamente in McKinsey (1986-91) a Londra. È nel corso di queste prime esperienze lavorative che comincia ad appassionarsi al mondo delle telecomunicazioni. Nel 1991 viene chiamato da De Benedetti e nel 1994 viene messo a capo della neonata  Omnitel. Il 4 luglio 1996, Caio torna come amministratore delegato di Olivetti, che ha il bilancio in rosso da cinque anni. A settembre se ne va. Due mesi dopo è chiamato come amministratore delegato alla Merloni, col compito di rafforzare la leadership della società nel mercato italiano ed europeo, con l’obiettivo a lungo termine di stabilizzare la posizione della società nel listino della Borsa di Milano.

Nel gennaio 2000  è alla guida di Netscalibur, nuova società Internet costituita da Morgan Stanley. Il 4 aprile 2003 Cable & Wireless, gruppo di telecomunicazioni britannico, lo chiama per risanare i bilanci. Nel 2008 e 2009 è chiamato dal governo britannico e quello italiano per definire le politiche industriali necessarie alla realizzazione delle reti a banda larga. Nel 2011 viene chiamato alla guida di Avio, tra le società attive nel settore aeronautico. Un’esperienza che si interrompe nel giugno 2013, quando il presidente del Consiglio, Enrico Letta lo chiama a dirigere l’Agenzia per l’Italia Digitale.

Francesco Caio (foto Olycom)

  • laudomio

    conosce il funzionamento dell’ente che amministra il mister caio?

  • laudomio

    ha monitorato gli impiegati imbecilli e le mancate risposte?

  • carla

    Qualche controllo in piu’, sempre ammesso che qualche controllo venga eseguito cosa di cui si ha qualche dubbio, sarebbe auspicabile. Qualche dialogo con cittadini in tanti modi vessati sarebbe necessario. Qualche dirigente che si alzasse dalla poltrona per inserirsi in qualche fila di qualche sportello periferico e osservasse il livello di efficienza data, forse prenderebbe coscienza della realta’ che ci viene concessa e del tempo,nostro, che ci viene chiesto di buttare.
    Cose troppo banali per i vari Caio che preferiscono mettersi in mostra raccontando storie nella visibilita’ della Tv
    credo proprio che il mister caio poco conosca del mondo che amministra.