09 maggio 2014 | 8:39

Foto vere o ritoccate con Photoshop? Per scoprirlo c’è Izitru. Utile anche per smascherare notizie false

Tempi duri per chi diffonde foto manipolate e taroccate spacciandole per vere. Fourandsix Technologies ha lanciato Izitru , un sito web che controllale immagini caricate, anonimamente o mediante account di un social network, per provarne l’autenticità e smascherare quelle manomesse con programmi come Photoshop. Lo riporta LaStampa.it secondo cui, la startup californiana, fondata nel 2011 da Kevin Connor e Hany Farid, mette a disposizione anche un’app iPhone scaricabile gratis sullo store di Apple. In epoca digitale, è possibile modificare le informazioni rappresentate da un’immagine senza lasciare tracce visibili di alterazione. Si è sempre meno sicuri sull’originalità di un selfie postato su Facebook o della fotografia di un prodotto in vendita su eBay. La falsificazione non è solo esclusiva del mondo dello spettacolo, in cui si pratica a mani basse il fotoritocco per nascondere le imperfezioni fisiche delle celebrità, ma, purtroppo, riguarda anche altre ambiti. Nel 2004 il Daily Mirror pubblicò in copertina le foto false di un soldato britannico che abusava di prigionieri iracheni, mentre, sempre nello stesso anno, John Kerry, vice presidente degli Stati Uniti, grazie ad un fotomontaggio , creato ad arte per rovinare la sua campagna per la Casa Bianca, compariva accanto a Jane Fonda in una manifestazione contro la guerra del Vietnam. A volte, per rafforzare l’impatto di una immagine si manomettono digitalmente alcuni particolari come nel caso del fumo nero delle immagini dell’attacco a Beirut, pubblicate dalla Reuters nel 2006. Di fronte a questa proliferazione del falso l’obiettivo di Izitru è contrastare sfiducia e scetticismo crescenti ripristinando un meccanismo di credibilità. Il tentativo è quello di garantire alla fonte l’originalità di una foto. Un reporter che riuscito sul campo a scattare una immagine di un evento cruciale e sente la necessità di certificarne l’autenticità può in tempo reale caricarla via mobile o tramite personal computer. Il sistema di verifica di Izitru si applica solamente al formato di compressione JPEG, il più usato in commercio, e impiega una combinazione di sei criteri per scovare un’eventuale intervento manipolativo. Il software controlla che tipo di macchina fotografica o fotocamera è stata adoperata, come il file è stato compresso e se sia stato salvato più volte e contraffatto. Concluso il monitoraggio, il programma restituisce una valutazione che va da un massimo di conformità al test (high trust) ad un rating “no trust”, che indica un’immagine con chiari segni di alterazione. Ogni foto inserita viene conservata sul sito in una pagina con un indirizzo che è possibile condividere via email o attraverso social network. Gli utenti, peraltro, possono collaborare ai risultati segnalando con il pulsante “Challenge” anomalie e particolari sospetti che sono sfuggiti all’esame della macchina. Izitru, tuttavia, non ha efficacia in caso di contraffazione della scena al momento dello scatto e di immagine ricatturata, cioè foto di foto modificata. Secondo Sebastiano Battiato, docente di Informatica presso l’Università di Catania ed esperto di trattamento e manipolazione di immagini digitali, “non c’è nessun software in grado di assicurare al 100 per cento che una foto sia vera o falsa”. Le indagini per stabilire l’autenticità di una foto digitale possono essere più o meno approfondite. In ambito forense, aggiunge il prof. Battiato, che lavora anche come consulente della Procura di Milano, si procede per passi successivi con progressivi livelli di controllo. Oltre all’analisi visiva, che permette di riscontrare modifiche grossolane, in una prima fase, l’investigazione interessa il modello di fotocamera, altri metadati (data, ora di generazione e di salvataggio del file, impostazioni di scatto ecc.) e i parametri di compressione mentre in uno stadio seguente attività più sofisticate come il cloning, tecnica di copia e incolla di parti di immagine nella stessa foto. Izitru sembra simile ad un programma come JPEGsnoop, limitandosi ad una ispezione di primo livello, con in più test parziali su possibili cloning ma non per ogni file JPEG. Ad ogni modo, i software di analisi forense in circolazione non bastano da soli per dire se un’immagine digitale è vera o falsa, perché il giudizio finale nasce sempre dall’esperienza e dalla sensibilità di chi indaga.

Fonte: http://www.lastampa.it/2014/05/09/tecnologia/foto-vere-o-trattate-con-photoshop-per-scoprirlo-c-izitru-pGAnbrDjTFxCCuCziXn8SM/pagina.html

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