Comunicazione

09 maggio 2014 | 10:31

Omnicom e Publicis abbandonano il progetto di fusione da 35 miliardi di dollari

(MF-DJ) Omnicom Group Inc. e Publicis Groupe hanno deciso di abbandonare il progetto di fusione da 35 miliardi di dollari che avrebbe creato un nuovo colosso del settore della pubblicità. L’operazione, annunciata come una ‘fusione tra pari’, e’ stata ostacolata da diversi problemi, a partire dalle difficoltà nell’ottenere le necessarie autorizzazioni normative per arrivare ad alcune tecnicalità come la sede della quotazione.

Maurice Levy, chairman & ceo , Publicis Groupe, e John Wren, president & ceo, Omnicom Group (foto soldiblog.it)

“Le sfide che ancora restavano da superare, oltre alla lentezza dei progressi, hanno creato un livello di incertezza pregiudizievole per gli interessi di entrambi i gruppi, i loro dipendenti, i clienti e gli azionisti”, hanno sottolineato le due aziende in una nota congiunta. La fusione, annunciata con molto clamore lo scorso luglio e destinata originariamente ad essere chiusa entro la fine del 2013, era stata delineata con l’obiettivo esplicito di raggiungere un maggior peso in un’arena competitiva dove i giganti della Silicon Valley come Google stanno creando non pochi problemi.
L’operazione avrebbe creato la prima azienda al mondo nel settore pubblicitario in termini di fatturato integrando grandi agenzie come Bbdo, Saatchi & Saatchi, Ddb, Leo Burnett e Tbwa e società di pubbliche relazioni come FleishmanHillard e Ketchum.
Le due società avevano messo in chiaro che la fusione sarebbe stata alla pari con gli azionisti attuali dei due gruppi che avrebbero quindi ricevuto il 50% a testa della nuova società e i due amministratori delegati che avrebbero condiviso lo stesso ruolo identico per almeno 30 mesi dal perfezionamento.

Ciononostante, da un punto di vista tecnico, in particolare contabile, una società deve acquisire l’altra per procedere con la fusione. Tale tecnicismo ha rappresentato un fattore di divergenza nelle trattative tra i vertici delle due aziende al pari dei ritardi nell’ottenere le autorizzazioni antitrust, soprattutto in Cina. Nel frattempo i rapporti tra i vertici, principalmente tra i due amministratore delegati, John Wren di Omnicom e Maurice Lévy di Publicis, si sono deteriorati arrivando a scontri su questioni di una certa rilevanza come la localizzazione della sede e i nuovi incarichi dirigenziali, a partire dal ruolo di direttore finanziario.
Le parti si sono alla fine rese conto dei troppi ostacoli da superare e dell’eccessiva lentezza e, nell’interesse della clientela, hanno deciso di porre fine all’accordo di fusione. (MF-DJ, 9 maggio 2014)