Editoria

09 maggio 2014 | 13:08

Siddi: “Incoraggiante e positivo il confronto con il Governo”. Probabile fondo da 120 milioni di euro all’editoria

(ITALPRESS) “E’ partito in maniera incoraggiante e positivo il confronto con il Governo sulla cura degli stati di riorganizzazione, rilancio e nuova occupazione nel sistema dell’editoria. Il sottosegretario Luca Lotti – nell’incontro con tutte le organizzazioni del settore sugli indirizzi e gli interventi di sostegno all’editoria e al lavoro professionale – ha illustrato una linea molto chiara, di condivisibile innovazione e concretezza. Nei prossimi giorni ci saranno approfondimenti tecnici e vogliamo davvero confidare che entro la fine del mese/inizio giugno possa vedere luce il decreto con la destinazione del Fondo straordinario per l’editoria (120 milioni in tre anni, 50 nell’anno in corso)”. Cosi’ il segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi. “Il settore ha bisogno davvero di mettersi alla prova con i tre soggetti essenziali che concorrono alla sua vita – editori, giornalisti e istituzioni – in una sfida ineludibile in cui accanto agli interventi sociali ci siano determinanti azioni per lo sviluppo. La Fnsi si impegnera’ con rigore e determinazione nella sfida lanciata dal sottosegretario Lotti. Certo occorrono, poi, riflessioni su altri punti, come il blocco degli avvisi pubblici sulla stampa, su cui sarebbe utile una riconsiderazione di costi piuttosto che una cancellazione di spesa che riduce trasparenza e fa crollare improvvisamente ricavi editoriali”.

Franco Siddi (foto Olycom)

“Sul piano complessivo dell’azione di Governo, infine, chiediamo che la sfida sia aperta anche sulla Rai – aggiunge Siddi – con un adeguato livello di ascolto, perche’ improvvisi tagli lineari di budget e costi (come i 150 milioni chiesti all’azienda pubblica), non determinino, e comunque evitino, quella che altrimenti finirebbe per apparire una contraddizione politica e sociale. Sicuramente sarebbe un danno democratico e per i presidi di legalita’ che rappresenta il servizio pubblico dell’informazione in molte aeree del nostro Paese, chiudere sedi regionali solo perche’ presenti in territori di piccole dimensioni. Proprio qui ce n’e’ invece piu’ bisogno anche perche’, in un mercato alterato dell’editoria del Paese, in queste realta’ e’ ancora piu’ indispensabile la presenza pubblica della Rai, in una condizione certo di migliore efficienza e di massima garanzia. L’auspicio – conclude – allora e’ che, anche in presenza delle preoccupazioni apertesi su questo fronte, il Governo nel suo complesso accetti fino in fondo di misurarsi in una sfida determinata di tipo riformista con tutti i soggetti protagonisti”. (ITALPRESS 8 maggio 2014).