Cinema

09 maggio 2014 | 13:12

Censura contro Hollywood, la Cina blocca Noah

(ANSA) Dopo aver cancellato dai teleschermi cinesi alcuni dei “serial” americani piu’ popolari la censura di Pechino e’ passata ad attaccare direttamente Hollywood. Secondo articoli comparsi oggi sui media cinesi, infatti, la censura ha bloccato la distribuzione in Cina del film Noah (Noe’), il colossal americano nel quale la parte del protagonista e’ affidata all’ attore australiano Russel Crowe. I media non hanno chiarito quali siano le ragioni che hanno indotto le autorita’ a censurare il film, che gia’ e’ stato bandito da alcuni Paesi musulmani (Bahrain, Indonesia, Malaysia, Qatar, Emirati Arabi Uniti). “Noah” e’ anche stato criticato dalle organizzazioni fondamentaliste cristiane negli Usa. Il ritratto che il film fornisce di Noe’, una importante figura sia per l’ Islam che per il Cristianesimo, e’ stato giudicato troppo poco convenzionale da questi governi e organizzazioni. I critici del film hanno sottolineato come il regista e sceneggiatore del film Darren Aronofsky si sia decisamente allontanato, nel riscrivere la storia di Noe’ e della sua arca, dalla versione della Bibbia. Per quanto riguarda la censura cinese alcuni osservatori hanno ricordato il precedente (di pochi giorni) divieto imposto ad alcuni dei serial americani piu’ seguiti dal pubblico cinese: “The Big Bang Theory”, “The Good Wife”, “NCIS” e “The Practice”. Nessuna motivazione e’ stata data per le decisioni della censura. Nel caso dei “serial” e” stato ipotizzato che Pechino tema la diffusione di valori occidentali, come la democrazia e la liberta’ d’ informazione, che potrebbero “corrompere” gli spettatori locali. Non per niente l’ attuale gruppo dirigente guidato dal segretario del Partito Comunista e presidente della Repubblica Xi Jinping ha affermato, nel famigerato “Documento n.9″, come concetti come la democrazia politica e l’ esistenza di valori universali siano negativi e vadano tenuti lontani dalle menti e dai cuori dei cinesi. Lo stesso Xi ha sostenuto, in un discorso molto pubblicizzato dai media, che l’ opinione pubblica deve essere guidata e che Internet deve diffondere “valori tradizionali ed energia positiva”. A questo scopo il “numero uno” ha dato il via alla creazione di una serie di gruppi locali, diretti dai dirigenti del Partito, per sorvegliare e pianificare lo sviluppo di Internet, che in Cina ha oltre 600 milioni di utenti. Anche il cinema costituisce un mercato in costante espansione, soprattutto tra i giovani, e l’ intervento censorio potrebbe avere una motivazione “ideologica”. Alcuni osservatori ritengono invece che a spingere i censori potrebbero essere state motivazioni puramente commerciali e protezioniste verso il cinema cinese. Infatti nelle prossime settimane arriveranno nelle sale una serie di megaproduzioni americane tra cui “Godzilla” e ‘Spiderman 2″. Sul fatto che “Noah” abbia un forte potenziale commerciale ci sono pochi dubbi. Nelle sei settimane trascorse dalla sua apparizione sugli schermi negli Usa, “Noah” ha incassato la cifra record di 99 milioni di dollari. Altri 233 milioni sono andati nelle tasche dei produttori dalle proiezioni nel resto del mondo. (ANSA, 9 maggio 2014)