Mercato

12 maggio 2014 | 17:34

La Fondazione del Merito ha un marchio. Una ‘m’ al contrario

A Chiara Pirovano, studentessa al secondo anno di Graphic Design in Visual Communication, è andato il Premio al Merito, del valore di 1000 euro, per meglio aver sintetizzato in un logo i valori della neonata Fondazione del Merito. Giovedì 8 maggio a Milano, con un evento in Triennale negli spazi di Material ConneXion, alla presenza di un pubblico eterogeneo formato da imprenditori, designer, pubblicitari, professionisti di vari settori e giornalisti, è stata lanciata la Fondazione del Merito, con l’obiettivo di mappare la meritocrazia in Italia, combattere la meritofobia e dare voce alla normalità del merito.

Ne hanno parlato, si legge in una nota, con Massimo Russo, direttore di Wired, Mimmo Costanzo, l’imprenditore catanese che con la professoressa Elita Schillaci della Facoltà di Economia dell’Università di Catania ha dato vita a questo progetto coinvolgendo un board di persone dai profili più diversi: Giovanni Giuffrida, docente e imprenditore che ha lasciato gli Stati Uniti per tornare e crescere in Italia i figli, e dove, con successo, ha da 10 anni impiantato un’azienda informatica; Giovanni Iozzia, giornalista che ha lasciato il cartaceo per il web e Federico Morello, 19 anni d’età, enfant prodige del Digital a livello europeo, che rappresenterà la Fondazione come testimonial.

A Mauro Panzeri, docente Ied e designer, che ha seguito il gruppo di studenti in questo progetto, il merito di averli indirizzati alla collaborazione e allo scambio di idee, affinché il merito uscisse da un sentimento non negati vo di competizione ma di partecipazione. Vicky Gitto, Evp, group executive creative director Y&R Group, ha giudicato, con il board della Fondazione, i lavori dei 9 ragazzi dello Ied che si sono impegnati per dare un logo alla Fondazione. Questa inizia ora il suo percorso, cercando e collaborando affinché, come ha detto Mimmo Costanzo in chiusura, “la ‘m’ rovesciata del logo abbia presto la possibilità di raddrizzarsi.”