Editoria

13 maggio 2014 | 8:46

Class Editori ricapitalizza per 40 milioni di euro e risponde alla Consob. Annunciate nuove inziative editoriali

L’Assemblea degli azionisti del gruppo Class di Paolo Panerai ha deliberato un aumento di capitale sociale ‘a pagamento in opzione ai soci’ per 40 milioni di euro. La raccolta pubblicitaria, secondo la casa editrice, registra segnali incoraggianti nel settore periodici e “si dovranno valutare gli effetti attesi di nuove iniziative editoriali  in fase di lancio tra le quali, la nuova veste di Class, i 25 anni di MF, il nuovo palinsesto di Class TV”.

Questa la nota stampa del gruppo, da scaricare qui (pdf):

Milano 12 Maggio 2014

L’Assemblea degli azionisti di Class Editori, riunita oggi in sede straordinaria, ha deliberato di aumentare il capitale  sociale a pagamento, in via scindibile, per un importo massimo di Euro 40.000.000 (quarantamilioni), inclusivi del sovrapprezzo. Lo farà mediante emissione di un numero di azioni di categoria A, aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione, da offrire in opzione agli azionisti di categoria A e di categoria B.
Al Consiglio di Amministrazione sono stati attribuiti tutti i più ampi poteri per dare esecuzione alle deliberazioni  dell’Assemblea, con inclusione, a titolo meramente indicativo, del potere:
(i) di determinare il prezzo di emissione in conformità ai criteri sopraindicati e con facoltà di stabilire il periodo – da 1 a 6 mesi antecedenti la data di determinazione del prezzo di emissione – da considerare per calcolare prezzo teorico ex diritto (c.d. theoretical ex right price – TERP), la misura dello sconto (non inferiore al 12%) rispetto al TERP così calcolato, tenuto conto, tra l’altro, delle condizioni dei mercati finanziari prevalenti al momento del lancio effettivo dell’operazione, dei corsi di borsa del titolo di categoria A CLASS, nonché
della prassi di mercato per operazioni simili;
(ii) per l’effetto, di determinare il numero massimo di azioni di nuova emissione;
(iii) di determinare la tempistica per l’esecuzione della deliberazione di aumento di capitale, e così, in particolare,
stabilendo, nel rispetto del termine finale del 30 agosto 2014, la data ultima di sottoscrivibilità dell’aumento
che potrà pertanto essere anche antecedente a tale termine finale;
(iv) di predisporre e presentare alle competenti autorità ogni documento richiesto ai fini dell’esecuzione della deliberazione di aumento di capitale.”
L’Assemblea, inoltre, ha deliberato di modificare all’uopo l’articolo 5 dello Statuto Sociale, e ha attribuito al Consiglio di Amministrazione e per esso al Vice-Presidente e Amministratore Delegato e ai Consiglieri delegati, in via disgiunta tra loro, tutti i più ampi poteri per dare esecuzione alla deliberazione, e per apportare quelle variazioni, rettifiche o aggiunte
che fossero richieste dalle Autorità.
Su richiesta della Consob, gli amministratori hanno fornito agli Azionisti risposta ai seguenti quesiti (qui riportati in corsivo).
(i) con riferimento al Piano Industriale 2013 – 2018 (di seguito il “Piano”), approvato dal C.d.A. di codesta Società in
data 9 gennaio 2014:

a) indicazione degli eventuali scostamenti tra i risultati consuntivati e quelli previsti, per ciascuna delle Aree di attività
indicate nel Piano, al 31.12.2013 e alla data più recente disponibile;

I ricavi consuntivati al 31.12.2013 ed i risultati di margine operativo per ogni Area di attività sono in linea con quanto originariamente previsto nel piano, senza significativi scostamenti. Alla data odierna non sono emersi elementi tali da modificare le previsioni di Piano.

b) aggiornamenti in merito alle valutazioni che, secondo quanto indicato nel Bilancio consolidato, gli amministratori si sono riservati di effettuare, nel corso del C.d.A. dell’11 aprile u.s. di convocazione della suddetta assemblea, relativamente all’“opportunità di integrare o aggiornare il piano stesso laddove fosse necessario, per tenere conto di eventuali diversi scenari che potrebbero essersi prodotti nel periodo intercorso tra l’approvazione del piano e la definizione della strategia finanziaria”;

L’anno di partenza del piano, ovvero il 2013, ha fatto registrare risultati in linea rispetto alle previsioni fino al margine operativo, principale variabile assunta a livello di Piano. A livello di utile netto hanno impattato variabili non finanziarie conseguenti agli impairment test svolti ai fini dell’applicazione dello IAS 36.

Nel Piano approvato il 9 gennaio 2014, era previsto un apporto di nuove risorse finanziarie per 45 milioni ad inizio 2014. La previsione attuale è di effettuare un aumento di capitale di un massimo di 40 milioni di Euro entro l’estate 2014. Nell’arco di Piano la differenza nell’importo e nella tempistica di realizzazione dell’aumento di capitale non modificano lo scenario di riferimento e gli obiettivi che il gruppo intende raggiungere, a parità di altre variabili, a partire dall’andamento del mercato pubblicitario. In particolare, a determinare un’incertezza riguardo alla raccolta pubblicitaria della Divisione Quotidiani, sono alcune possibili modifiche normative riguardo elementi di ricavo non secondari per la casa editrice. Uno riguarda la cosiddetta pubblicità obbligatoria sui quotidiani nazionali e locali degli annunci di appalti e bandi di gara (D.L. 12 aprile 2006 n.163) che il “Decreto legge 24 aprile 2014 n.66 recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale” ha
eliminato. L’altro è un documento di consultazione che l’IVASS ha pubblicato nel suo sito, riguardante la proposta di abolizione della pubblicità obbligatoria sui quotidiani dei rendimenti delle gestioni separate di polizze vita e le quotazioni delle cosiddette Unit Linked e Index Linked.
Qualora fossero confermate, queste misure avrebbero un impatto negativo sulla raccolta pubblicitaria di tutti i giornali italiani e anche di MF/Milano Finanza e della collegata ItaliaOggi. Tuttavia, essendo il Decreto Legge n.66 ancora in fase di conversione, non è al momento possibile valutare con certezza se quanto ivi previsto sarà
confermato. Allo stesso modo, poiché il documento di consultazione IVASS non ha prodotto orientamenti definitivi che potranno essere eventualmente introdotti da un atto esecutivo dell’IVASS, non è al momento possibile valutarne gli effetti.
La raccolta pubblicitaria della casa editrice registra peraltro segnali incoraggianti nel settore periodici e si dovranno valutare gli effetti attesi di nuove iniziative editoriali in fase di lancio (tra le quali, la nuova veste di Class, i 25 anni di MF, il nuovo palinsesto di Class TV).
Sulla base di quanto sopra, si prevede un’eventuale revisione del Piano nel secondo semestre 2014.

(ii) in merito al “recupero di redditività previsto dal Piano Industriale” riportato nella sopracitata Relazione
Illustrativa, nonché al conseguimento al quinto anno di Piano di un “rapporto ebitda/fatturato della casa editrice
di oltre il 17%” di cui si dà notizia nel Bilancio consolidato:
a. descrizione delle ipotesi, delle assunzioni utilizzate e del tasso di crescita previsti con riferimento ai ricavi
pubblicitari e al rapporto Ebitda/fatturato di ciascuna delle Aree di attività indicate nel Piano;
Il tasso di crescita previsto nel Piano per i ricavi pubblicitari si può sintetizzare come segue:
Crescita Ricavi pubblicitari
2014 13,3%
2015 19,5%
2016 11,5%
2017 11,4%
2018 11,9%

Nel Piano il rapporto EBITDA/fatturato è calcolato solo a livello consolidato. La misurazione di redditività operativa per Area di attività è espressa fino al margine diretto di contribuzione, con esclusione delle spese di struttura e indirette non riferibili ai singoli business. L’evoluzione media del rapporto margine diretto di contribuzione/fatturato negli anni di Piano per le singole Aree di attività è
la seguente:
2014 2015 2016 2017 2018
Quotidiani 30,9% 39,6% 38,3% 40,6% 42,9%
Periodici 5,5% 10,7% 10,3% 13,0% 15,0%
Digitale 1,9% 12,5% 19,2% 25,2% 30,9%
Servizi professionali 8,1% 12,7% 10,2% 11,8% 13,3%

Circa le ipotesi e le assunzioni utilizzate si rimanda a quanto detto qui di seguito alla lettera b.
b. indicazione dei tassi di crescita dei ricavi pubblicitari e del rapporto Ebitda/fatturato degli ultimi tre esercizi, specificando se le previsioni al riguardo contenute nel Piano sono coerenti con le esperienze passate del gruppo e/o con fonti esterne di informazione. Nel caso in cui le previsioni di Piano differiscano sensibilmente dai risultati realizzati negli ultimi anni o dalle previsioni di fonti esterne di informazione, fornire le motivazioni sottostanti a tali differenze;
I tassi storici di crescita dei ricavi pubblicitari sono i seguenti:
Crescita Ricavi pubblicitari
2011 8,4%
2012 -23,5%
2013 2,1%

I rapporti storici EBITDA/Fatturato sono i seguenti:
2011 -7%
2012 -19%
2013 -16%

Le previsioni di Piano differiscono significativamente dai dati storici. Al riguardo, si può rilevare
quanto segue:
– Il contesto di riferimento, cioè il mercato della pubblicità in Italia, nel periodo della crisi 2008-2013, ha perso circa il 32%, passando da 9,4 miliardi di euro a 6,4 miliardi di euro (fonte Nielsen Italia). Tali perdite sono state più consistenti (-51%) sui mezzi stampa e più contenute sui mezzi digitali, cioè Tv e Internet (-23%). Gli andamenti del mercato pubblicitario sono più elastici rispetto ai principali indicatori macroeconomici e una ripresa dell’economia porta quindi effetti più rapidi ed amplificati per la crescita del mercato della pubblicità, in quanto gli investimenti in comunicazione sono il volano della ripresa e della crescita, così come la loro caduta è stata più verticale durante la crisi. Fonti esterne
(come la PriceWaterhouseCoopers nel suo documento annuale contenente le stime della pubblicità), stimano il mercato pubblicitario di riferimento in aumento dal 2014 al 2017 rispettivamente al 3,55%, 3,9%, 4,5% e 4,1%).
– Il gruppo Class stima di raggiungere in futuro risultati decisamente migliori rispetto agli ultimi anni, forte dei suoi prodotti digitali e specializzati in un mercato in ripresa.
Il regresso dei ricavi pubblicitari sui mezzi della Casa Editrice negli ultimi 5 anni è stato
sostanzialmente allineato rispetto al mercato per i mezzi stampa, ma la pubblicità sui mezzi digitali (TV e Internet) è andata meglio rispetto al mercato, segnando addirittura una incoraggiante crescita.  questo sia grazie a nuovi mezzi digitali entrati nel perimetro sui quali si è investito molto (Class TV), sia grazie ai mezzi digitali già esistenti che hanno ottenuto risultati migliori del mercato (Internet, Class Cnbc).

Le testate finanziarie sono destinate a segmenti di mercato specifici, la cui spesa per investimenti pubblicitari si ritiene sia più fortemente amplificata dalla crescita dell’economia (settori della finanza, della moda e del lusso) e dall’andamento dei mercati finanziari, misurata anche in termini di nuove IPO. Fonti esterne (studio di Investment Banking di Banca IMI del gennaio 2014) prevedono per il 2014
dalle 25 alle 30 nuove IPO in borsa, con un cambio di tendenza importante contro le 7 IPO nel 2009, le 10 nel 2010, le 9 nel 2011, le 6 nel 2012 e le 18 nel 2013. Questi dati sono in linea con quanto indicato dallo stesso Presidente della Consob in occasione del recente incontro di Milano con la comunità finanziaria.

Una maggiore attività sarà anche legata all’EXPO 2015 e al profilo internazionale delle testate del gruppo (testimoniato dal successo nel 2012 e 2013 dei numeri speciali MF International su Cina, Brasile, Emirati, Russia e da altre iniziative); Class Editori sta operando per rafforzare questa linea di business mediante accordi con case editrici estere sia per la diffusione all’estero sia per la raccolta congiunta di ricavi pubblicitari.

c. indicazione, in termini assoluti e percentuali, della “forte riduzione dei costi”, conseguente ai già avviati interventi di razionalizzazione della struttura societaria e organizzativa, di cui si dà notizia nella sopracitata Relazione Illustrativa, specificando, altresì se il Piano prevede ulteriori interventi di riduzione dei costi;

La riduzione dei costi derivante dalla razionalizzazione della struttura societaria e organizzativa già avviata alla data della richiamata relazione illustrativa e conseguente alla liquidazione o fusione di oltre 10 società del gruppo, ha l‘obiettivo di produrre un risparmio strutturale di circa 1,0 milione di euro, pari al 5% dei relativi costi.
Altre iniziative di contenimento costi previste nel Piano attengono riduzioni di costi di organico, risparmi di costi industriali di carta e stampa (foliazione e digitalizzazione) e contenimento delle spese generali.

(iii) con riguardo alla disponibilità dei soci Euroclass Multimedia Holding SA e Paolo Panerai “a determinate condizioni, a sottoscrivere, l’aumento per la quota di pertinenza a loro spettante ed, eventualmente, anche una quota relativa agli eventuali diritti di opzione non esercitati”, riportata nella Relazione Illustrativa:
a. indicazione delle condizioni al verificarsi delle quali i sopracitati soci hanno manifestato la propria disponibilità a sottoscrivere il predetto aumento di capitale per la quota di spettanza e eventualmente anche per la parte inoptata, chiarendo se alla data dell’assemblea siano già stati assunti impegni formali ed irrevocabili in tal senso;
Alla data odierna la Società ha ricevuto conferma informale dai soci Euroclass Multimedia Holding SA e Paolo Panerai dell’impegno a sottoscrivere l’aumento di capitale per la quota di pertinenza a loro spettante ed, eventualmente, anche per una quota relativa agli eventuali diritti di opzione non esercitati, e la conferma formale arriverà nei prossimi giorni.

(iv) per ciò che attiene alla destinazione dei proventi rivenienti dal sopracitato aumento di capitale:
a. chiarimenti in merito a quanto indicato nella Relazione Illustrativa circa l’impiego dei flussi in entrata derivanti dall’aumento di capitale “per rafforzare la struttura finanziaria e patrimoniale di Class Editori e riequilibrare i parametri del capitale circolante netto”, specificando, se tali flussi saranno impiegati per finanziare gli investimenti previsti nel Piano ed in particolare il “disegno di sviluppo del settore digitale” e il “significativo sviluppo
nell’area internazionale , in particolare in Cina (…) e in Centro e Sudamerica”, ovvero se saranno utilizzati per rimborsare parte dell’indebitamento finanziario a breve, dei debiti commerciali e delle altre posizioni debitorie scadute del gruppo.
I proventi dell’aumento di capitale, saranno principalmente destinati al riequilibrio finanziario del capitale circolante, con il pagamento di parte dei debiti scaduti verso fornitori, allo sviluppo del business digitale (con particolare focus sui nuovi media, l’outdoor TV e l’integrazione TV/web) e all’espansione dell’attività internazionale (in particolare, come si diceva nella relazione Illustrativa, in Cina e in Centro e Sudamerica).
L’esposizione bancaria del gruppo è principalmente costituita da fidi di cassa e commerciali a revoca per circa 85 milioni di euro, che rappresentano più del 90% del totale affidamenti sul Gruppo. L’aumento di capitale comporta un miglioramento del profilo di rischio e la società ha ricevuto conferma di tali affidamenti fino al dicembre 2015 per una quota pari a circa il 95% degli stessi; pertanto non è previsto un utilizzo significativo dei proventi dell’aumento di capitale per rimborsare fidi in essere.

la nota stampa del gruppo, da scaricare qui (pdf)