15 maggio 2014 | 13:40

Chi è Dean Baquet, il nuovo direttore del New York Times

Era il mese di novembre 2006 quando Dean Baquet, allora direttore del Los Angeles Times, annunciava di essere stato licenziato per essersi rifiutato di ridurre il personale. Il 14 maggio 2014, esattamente sette anni e mezzo dopo, Baquet assume la guida del New York Times, diventando il primo direttore afro-americano del giornale in 163 anni di storia. Sostituisce Jill Abramson, improvvisamente rimpiazzata dopo due anni e mezzo.

Dean Baquet (foto Businessweek.com)

Dean Baquet (foto Businessweek.com)

Baquet, 57 anni, fino a ieri caporedattore del New York Times, arriva alla direzione in un periodo di grandi sconvolgimenti e di incertezza nel business dell’informazione. Come molti altri giornali in tutto il mondo, anche il Times sta lottando per trovare la giusta strada verso il futuro in un mondo dei media sempre più digitalizzato, sperimentando nuovi prodotti per web e mobile senza dimenticare l’impegno sulla carta stampata. “Dobbiamo sempre tenere presente che il New York Times è un giornale su carta molto potente e con un pubblico molto apprezzato”, ha detto Baquet subito dopo la notizia della promozione.

Baquet è alla seconda esperienza con il Times: già negli anni Novanta, infatti, ha lavorato per la testata come metropolitan reporter e poi come national editor. Vi è tornato nel 2007 dopo il licenziamento dal LA Times e nel tempo ha assunto i ruoli di managing editor, national editor e Washington bureau chief.

Quarto di cinque fratelli, Baquet – pronunciato back-EH – cresce in un quartiere popolare di New Orleans. Vive con la  famiglia nel retro di un ristorante creolo gestito dal padre – un ex impiegato delle poste con solo l’attestato di scuola elementare. Inizia a fare il giornalista molto giovane soprattutto perchè, ha spiegato, è il modo migliore per seguire la sua squadra del cuore, i New Orleans Saints.

La prima volta che lascia la Louisiana è per frequentare il college alla Columbia University, ma non si laureerà mai. Dopo il secondo anno inizia uno stage estivo presso un giornale locale e l’esperienza è così positiva che decide di rimanere a New Orleans per diventare un giornalista a tempo pieno, concentrandosi sul tema della corruzione locale. Uno dei suoi articoli porta, tra l’altro, al boicottaggio del ristorante di suo padre.

Nel 1984 Baquet entra nel Chicago Tribune, dove quattro anni dopo vince il Premio Pulitzer per l’inchiesta sulla corruzione nel Consiglio comunale della città. Rimane al Tribune fino al 1990, quando passa al New York Times come giornalista investigativo.

Colleghi ed ex colleghi dicono che Baquet conserva ancora molti tratti della sua passione infantile per il giornalismo. “Ha un entusiasmo positivo e contagioso”, dice Martin Gottlieb, che ha lavorato con Baquet su progetti investigativi al Times e ora lavora per il quotidiano Record nel New Jersey. Ieri infatti, presentandosi alla redazione del Times con una sorta di dichiarazione d’intenti dallo stile informale, Baquet ha detto: “Ci impegneremo ogni singolo giorno a fare del grande giornalismo cercando di divertirci sempre molto”.

Baquet vive a Manhattan con la moglie, la scrittrice Dylan Landis, ed è conosciuto per essere un capo affabile e alla mano, a cui piace dare consigli spontanei a giornalisti e redattori. “Prendiamoci dei rischi, cerchiamo di non incolparci a vicenda quando falliamo e di lavorare insieme”, ha detto. “Non facciamoci paralizzare dall’indovinare cosa voglia Dean o qualche altra persona”.

Il nuovo direttore ha spiegato che non ha intenzione di apportare modifiche significative all’organizzazione del giornale. “La maggior parte di ciò che voglio per il New York Times già c’è”. Allo stesso tempo, ha sottolineato che è necessario innovarsi sperimentando nuovi modi di raccontare storie online per attirare abbonati. “Dobbiamo ora uscire e mostrare ai nostri lettori i nostri prodotti, abbiamo bisogno di capire quali sono i modi per essere letti”.

L’editore del New York Times, Arthur Sulzberger Jr., ha definito Dean Baquet il giornalista più qualificato all’interno della redazione per assumere la direzione. “È un giornalista eccezionale e un direttore con valutazione impeccabile delle notizie, che gode della fiducia e del sostegno dei suoi colleghi nel mondo e all’interno dell’organizzazione”, ha dichiarato Sulzberger.

Fonte: New York Times