Mercato

15 maggio 2014 | 15:56

La Gazzetta dello Sport rende omaggio a Javier Zanetti

Il mese di maggio, da sempre sinonimo di grandi appuntamenti per il mondo del calcio, rimarrà ben scolpito nella memoria dei tifosi neroazzurri per il ritiro dall’attività calcistica di Javier Zanetti, capitano dell’Inter fin dal 1999.
La Gazzetta dello Sport uscirà in edicola lunedì 19 maggio con il volume celebrativo: “Javier Zanetti, c’è solo un capitano”, che ripercorre la sua inimitabile carriera, dagli inizi sino a Inter-Lazio di sabato 10 maggio, con le celebrazioni che tributategli dai tifosi a San Siro.
Undici capitoli che descrivono e raccontano gli anni della sua attività calcistica. Dall’infanzia ai primi esordi, fondamentali per la carriera di ogni grande campione, passando per il debutto con la maglia neroazzurra, gli anni difficili dal 2001 al 2006, l’arrivo di Mourinho, sino ai racconti della sua vita privata, la famiglia, il premio Fachetti, la fondazione Pupi.
Un atleta completo, indiscusso, che altri grandi come lui ammirano, come Ryan Giggs, fuoriclasse del Manchester United, che lo definisce l’avversario più difficile in assoluto. Rapidità e potenza le sue doti distintive.


L’amore per il calcio così come le prime sconfitte sul campo sono raccontate da papà Ignacio che ricorda come nel quartiere Dock Sud non esistessero campi da calcio e come sia stato proprio lui a creare un campetto in erba e sabbia dove Javier ha iniziato a tirare i suoi primi calci a un pallone, nella formazione della Disneyland. Papà Ignacio racconta che proprio la settimana prima della finale del torneo locale, Zanetti, a furia di giocare, distrusse le scarpette da calcio; la disponibilità economica non era  però tale da riuscire a comprarne un paio nuovo. Fu così che il padre le ricucì perfettamente, permettendo al figlio di giocare la finale del torneo, che poi vinse.
Il primo vero ostacolo arrivò quando i dirigenti e i tecnici della squadra decisero di tagliarlo dalla formazione, perché dotato di un aspetto fisico troppo gracile e piccolo, alto solo 145 cm.
Per più di un anno Zanetti smise di giocare a calcio, pensando solamente al lavoro, aiutando il padre nei cantieri. “Non ci crederete, ma in un anno, a furia di spaccar pietre, Javier mise su muscoli e centimetri… Un giorno lo presi da parte e gli chiesi: dimmi un po’, a te piace sempre il calcio? E allora provaci di nuovo, riprendi da un club più piccolo.”, racconta Ignacio Zanetti.
Grande determinazione e talento lo hanno così portato ad essere tra i protagonisti della storia dell’Inter; dall’arrivo insieme a Rambert ai primi anni con Roy Hodgson e con Gigi Simoni, con cui Zanetti vincerà una storica coppa Uefa, segnando addirittura in finale, in una squadra in cui giocavano già campioni del calibro di Ronaldo e Zamorano. E poi le stagioni buie dal 2001 al 2006, in cui Zanetti ha continuato a combattere, l’arrivo di Mancini, gli scudetti messi in fila uno dopo l’altro grazie ad armate che hanno visto affiancarsi al Capitano altri giocatori che hanno fatto la storia del calcio, da Ibrahimovic a Maicon, da Crespo a Cambiasso, da Julio Cesar a Materazzi, fino alla guida  di Mourinho e il racconto dell’anno del leggendario Triplete, che ogni tifoso interista porta nel cuore, insieme a Milito, Sneijder ed Eto’o.

Javier Zanetti, c’è solo un capitano è un libro completo grazie agli approfondimenti curati dalle firme della Gazzetta dello Sport (Nicola Cecere, Luca Curino, Matteo Dalla Vite, Giulio Di Feo, Andrea Elefante, Andrea Schianchi, Luca Taidelli) e all’editoriale scritto da Gianfelice Facchetti, e ha il pregio di immortalare il grande percorso di capitano Zanetti fino all’ultimo capitolo, con le immagini della partita Inter-Lazio e il saluto del popolo nerazzurro.
Il libro sarà in edicola con La Gazzetta dello Sport, da lunedì 19 maggio al prezzo di €12,99€