Comunicazione

16 maggio 2014 | 15:56

Unci: Rostagno fu ucciso dalla mafia. Fu un “esempio cristallino di cronista sul campo”

(ITALPRESS) “Ci voluti 26 anni, ma finalmente i magistrati hanno formulato in primo grado una verita’ storica: Mauro Rostagno e’ stato ucciso da un mandante e da un esecutore mafiosi per il suo coraggio, la sua intelligenza e la sua straordinaria sensibilita’ nel denunciare l’intreccio politico mafioso nella provincia di Trapani. Sul suo assassinio, segnato da una serie impressionante di omissioni, non ricordo e depistaggi, continuano pero’ a pesare ancora numerosi punti oscuri sui quali ci auguriamo che le motivazioni della sentenza possano fare piena luce”. Lo hanno dichiarato il presidente dell’Unione cronisti, Guido Columba, ed il presidente dell’Unci Sicilia, Leone Zingales a poche ore dalla sentenza della Corte d’Assise di Trapani. Rostagno fu ucciso a fucilate il 26 settembre 1988 alle porte di Trapani dopo che aveva lasciato la redazione dell’emittente televisiva nella quale lavorava. Stava rientrando a casa ma i killer mafiosi lo hanno fermato con il piombo a pochi metri dalla sua famiglia.

Mauro Rostagno

Columba e Zingales esprimono “soddisfazione per il risultato raggiunto in sede giudiziaria, seppure con tanti anni di ritardo”. “Ricordiamo – hanno proseguito – ogni anno Mauro Rostagno durante la Giornata della Memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo organizzata dall’Unione cronisti. Il suo esempio cristallino di cronista sul campo, appassionato interprete della realta’ sempre dalla parte dei piu’ deboli, il suo patrimonio civile e professionale ne fanno un giornalista allo stesso tempo autentico e anomalo, scomodo probabilmente non solo a Cosa nostra ma anche a quel coacervo di poteri che con la mafia hanno dialogato in quegli anni in provincia di Trapani”. “Certo, siamo soltanto alla sentenza di primo grado – hanno concluso Columba e Zingales – e il percorso e’ ancora lungo per scrivere la parola fine a questo dramma italiano, un percorso che consentira’ di rafforzare il ricordo di Rostagno e consegnare la sua memoria non solo ai cronisti di domani ma alle giovani generazioni”. (ITALPRESS, 16 maggio 2014)