20 maggio 2014 | 14:59

Grillo vespizzato e Vespa lo spietato. E’ già iniziata la normalizzazione del leader M5S?

Si può già pensare che sia iniziata la normalizzazione del leader dei Cinquestelle? Se lo chiede Stefano Balassone su Europa Quotidiano.

Grillo vespizzato e Vespa lo spietato (con 4 milioni di spettatori). 

In tv, seduto in una poltrona di pelle bianchissima che ti fa sembrare il Brignano del caffè in Paradiso, sei costretto alla confidenza e non all’invettiva (come fai a dire “tutti a casa!” quando sei nella casa di tutti?).


E siccome un uomo di spettacolo questa cose le sa, dobbiamo supporre che Grillo abbia coscientemente deciso di vespizzarsi, cercando sì di rastrellare qualche voto di pensionato tardo vedente, ma pensando al dopo elezioni, dove la manovra politica la farà, eccome, tant’è che già il passaggio di Casaleggio da Lucia Annunziata andava in questa direzione («vogliamo cambiare il capo dello stato» cos’altro significa se non mettiamoci d’accordo sul successore? E su quel che segue come governo, maggioranza etc).

In più c’è stata la felice spietatezza di Vespa, che gli ha rotto il ritmo e lo ha incalzato, un po’ come Berlusconi quando frantumava il monologo a Travaglio. Come Santoro, anche Vespa ha avuto soddisfazioni dall’auditel: 4.267.722 spettatori medi, cioè moltissimi, con uno share del 27 per cento (23 per cento donne, 31 per cento uomini –uno sbilanciamento opposto a quello che si verificò per Renzi a metà marzo, e ringraziamo Luigi Ricci per i dati di confronto – spiegabile con il netto interesse per Grillo mostrato dai maschi under 54, i più coinvolti nella crisi dell’economia. Ma ieri sera sono stati moltissimi anche gli over 65, proprio la fascia di pubblico più “renziana”, intenta a studiarsi il principale avversario del momento).
In sostanza, sembra che il risultato d’ascolto così elevato sia dovuto alla somma del pubblico “vespista” con legioni di spettatori occasionali, richiamati dall’evento e fortemente motivati (e alcuni, come chi scrive, persino sbalorditi), tant’è che ognuno si è visto più della metà dell’intera esibizione. Sicché in quell’ora di trasmissione (al termine Vespa ha salutato Grillo ed è passato ad altro) la coppia Grillo&Vespa è stato emulata solo dal 24 per cento del Grande Fratello che correva contemporaneamente su Canale5 con un pubblico esattamente rovesciato: moltissimi giovani e pochissimi genitori e nonni.
Altissima per Grillo&Vespa la percentuale degli spettatori laureati (41 per cento!), altro target tendenzialmente renziano; cifre sotto media in Piemonte, Lombardia, Calabria e Basilicata e risultati sopra la media nella costiera adriatica, dal Veneto al Molise.
Al tirare delle somme, pare che Grillo-da-Vespa abbia interessato essenzialmente le élite e il ceto medio di condizione modesta, ma tranquilla. Che non paiono settori elettivamente grillini, sicché viene il dubbio, anzi la certezza, che i numeri non indichino tanto “adesione” o “propensione”, quanto effettivo interesse per la politica.
In più c’era l’occasione di verificare un Grillo meno artefatto di quello restituito giornalmente dai servizi dei Telegiornali , che per insuperabili limiti di struttura, setacciano e riferiscono le battute, ma non possono restituire le connessioni dei discorsi (come se il Duomo fosse descritto solo mostrando la Madonnina). Dunque Grillo si è esibito non a un pubblico “antipolitico”, ma al più politico che si trovi a passare per il convento della televisione; un pubblico più di ragionamento che di movimento.
Ce l’avrà fatta Beppe a superare l’esame di ammissione nel mondo della politica adulta? O, ben che gli vada, sarà riuscito solo a rivelarsi a settori sociali che finora lo seguivano a distanza? Avrà conquistato qualche astenuto o invece ne avrà aumentato la schiera? Difficile, anzi impossibile, dare una risposta. E forse anche inutile, visto che fra pochi giorni voteremo.
Ma in fondo la vera curiosità, ad oggi, sta nel capire se è iniziata la istituzionalizzazione di M5S. e questo lo capiremo in fretta. Appuntamento ad Amici?
@SBalassone