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20 maggio 2014 | 17:14

Casaleggio Associati pubblica il ‘Rapporto e-commerce in Italia 2014′. Nel 2013 rallenta la crescita (+6%). Male l’editoria

Alla Camera di Commercio di Milano si è tenuto il 8° convegno sull’e-commerce in Italia dove Casaleggio Associati ha presentato il ‘Rapporto e-commerce 2014′.

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Questo il commento Maurizio Benzi, senior consultant di Casaleggio Associati.

Nel 2013 l’e-commerce ha rallentato la sua corsa, con una crescita per la prima volta a una cifra (+6%). Due settori hanno avuto una decrescita significativa.

L’editoria ha subito un calo di oltre il 20%, ed è stata assorbita in gran parte dal settore dei centri commerciali on line. Si è persa progressivamente la divisione dei siti dedicati esclusivamente ai libri. Il settore salute e bellezza ha visto un calo del 19%. Il mercato estero diventa sempre più importante per permettere la crescita e la difesa delle economie di scala dalle aziende estere che entrano nel mercato italiano.
A livello mondiale l’e-commerce nel 2014 raggiungerà i 1.500 miliardi di dollari, crescendo del 20% sullo scorso anno. Il mobile è il fattore chiave nella crescita dell’e-commerce.


La diffusione di smartphone e tablet ha esteso di molto l’accesso al mercato on line, anche in Italia, dove 29 milioni clienti finali accedono a internet da mobile. Le aziende che non hanno affrontato questo cambiamento hanno avuto un calo del conversion rate sul proprio sito, mentre chi ha compreso le nuove opportunità portate dal nuovo tipo di accesso è stato in grado di sviluppare l’offerta di prodotti e servizi aggiuntivi dedicati, ad esempio sfruttando la geolocalizzazione del cliente.

I nuovi entranti sono soprattutto i negozi fisici, che hanno visto nell’e-commerce un modo per espandere la propria clientela, e i produttori di beni e servizi, che vedono le aziende distributrici sempre più come un ostacolo alla redditività.
Quest’anno ci saranno inoltre due novità con riguardo ai pagamenti: sarà sempre più comune pagare con bonifico, come già possibile da qualche anno nei Paesi del Nord Europa, e gli esercenti ricontratteranno le commissioni con i propri gateway di pagamento, forzati da regolamentazione europea a rivedere le proprie tariffe.

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