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21 maggio 2014 | 12:12

Laura Boldrini in Usa: “Servirebbe una carta dei diritti di internet”

(TmNews) Una carta dei diritti di internet, sul genere di quella approvata in Brasile ma condivisa a livello globale, sarebbe un primo passo positivo per creare delle basi condivise sull`uso della Rete e arginare i fenomeni di bullismo e incitamento all`odio che spesso si trasformano in violenza reale, soprattutto sulle donne.

E` il messaggio rivolto dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, a una comunità di esperti di policy e digitale durante un incontro all`ambasciata italiana a Washington. “internet non può essere usato come un`arma che ferisce la dignità delle persone. Io stessa sono stata bersaglio di attacchi molto violenti, con minacce e altre cose, ma il problema riguarda tanti altri”, ha spiegato Boldrini, riferendosi alla ondata di offese sessiste scatenate sui social media da una provocazione volgare lanciata dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo nel febbraio scorso.

Laura Boldrini (foto Olycom)

Laura Boldrini (foto Olycom)

“Io non voglio essere trattata in quel modo come donna”, ha aggiunto a titolo personale Boldrini, alla sua prima visita ufficiale negli Usa da quando nel marzo 2013 è stata nominata a capo della terza carica istituzionale italiana, terza donna a ricoprire il ruolo dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. “Una carta dei diritti di internet potrebbe essere un esercizio molto positivo”, ha aggiunto, citando l`esempio del Brasile, primo Paese al mondo ad avere approvato una “costituzione di internet” sui diritti e doveri degli utenti di questa portata.

Raccontando al gruppo di esperti americani – tra i quali la blogger femminista Soraya Chemaly – di essere la prima presidente della Camera in Italia ad avere un profilo sui principali social media come Twitter, Facebook, YouTube e Instagram, Boldrini ha difeso l`importanza della Rete anche come modo per ricucire lo strappo tra cittadini e istituzioni, “specialmente quando l`antipolitica è rampante come in Italia”.

“Credo fermamente nella libertà della Rete, sia offline che online. Occorre dare alle persone la possibilità di esprimersi, nel rispetto degli altri”, ha detto ancora l`ex portavoce del Commissariato Onu per i Rifugiati, aggiungendo: “Dobbiamo cooperare per trovare soluzioni transnazionali. Le soluzioni nazionali non sono abbastanza. E` una lunga strada”.

TmNews, 21 maggio 2014