Editoria

22 maggio 2014 | 15:05

Franco Tatò (ex ad Treccani) all’Espresso: “Lascio quest’Italia malata”

(ANSA) “Lascio quest’Italia malata” è il titolo dell’intervista rilasciata da Franco Tatò all’Espresso in edicola domani. Scaduto il suo mandato, Tatò ha lasciato dopo 11 anni la guida di Treccani. Nel colloquio ricostruisce le manovre intorno al vertice dell’Enciclopedia Italiana e parla dell’ex ministro della Cultura del governo Letta Massimo Bray, ora tornato a fare il direttore editoriale di Treccani e indicato come futuro direttore generale. «Ha fatto sapere che amerebbe tornare alla Treccani – afferma Tatò in una nota diffusa dall’Espresso -. È comprensibile lo choc dopo essere stati ministri. Meglio rientrare in Treccani &hellip D’Alema è il suo mentore. Ma vedo il segno di una mente più sottile. Bray è molto sostenuto anche da Giuliano Amato. C’è bisogno di una testa più diabolica di quella di D’Alema». Nell’intervista Tatò descrive gli scontri che ha affrontato nella sua carriera. Quello con Marcello Dell’Utri per la Mondadori: «Lui pretendeva che comprassi spot in prima serata ma i nostri bilanci non lo permettevano. Mi sostituì con un certo Paolo Forlin strappandolo a un’importante azienda di carta igienica. Marcello pensava che fosse un buon presupposto per gestire una casa editrice». I contrasti con Berlusconi: «Da premier non mi confermò al vertice dell’Enel e io m’infuriai. (…) Berlusconi chiacchiera ma dimentica che alla fine è solo lui a decidere».E Marina Berlusconi? «È una donna diligente. Fa i compiti a casa. Ascolta papà. Speriamo non ne abbia ereditato le doti, ma ne abbia sviluppate altre». (ANSA, 22 maggio 2014)

Franco Tatò (foto Studio Franceschin)

Franco Tatò (foto Studio Franceschin)