27 maggio 2014 | 15:14

I tre modelli da cui un giornale passa nella trasformazione digitale: aggiuntivo, replicativo e trasformativo

Adam Tinworth, consulente di giornalismo digitale, ha pubblicato su Journalism.co.uk una articolo dove propone i tre passaggi per ottimizzare l’uso del digitale da parte di giornali e riviste. L’articolo nasce in risposta a una ricerca interna al New York Times, pubblicata su BuzzFeed, dove emerge l’inadeguato utilizzo del digitale fatto dal giornale newyorkese.

Adam Tinworth propone dunque tre fasi per raggiungere un uso ottimale del formato digitale:

- Aggiuntivo. Questo modello è il più diffuso oggi. Il formato cartaceo non ha subito variazioni e gli viene affiancato una copia digitale, con una redazione a parte, che propone contenuti aggiuntivi. Adam nota come questo primo passaggio è condizionato da un presupposto ‘viziato’: il pensiero iniziale fu quello che i lettori convergessero dalla copia cartacea a quella digitale, ma i numeri dimostrano che le copie tradizionali sono più vendute di quelle digitali. Nel caso del New York Times questo ha provocato costi operativi aggiuntivi che non si sono tradotti in un rientro adeguato.

- Replicativo. Questa seconda fase è utilizzata da alcuni giornali locali americani e dalle riviste b2b. Consiste nel replicare sul formato digitale la copia cartacea. Quello che viene fatto è sostianzalmente la stessa cosa che si faceva con la sola copia cartacea, ma questa viene pubblicata su più canali migliorandone la visibilità e riducendo i costi che comporterebbe un ulteriore redazione solo per l’online. L’arrivo di strumenti come Adobe’s Digital Publishing System ha facilitato questo passaggio consentendo di pubblicare online l’articolo stampato.

- Trasformativo. L’ultimo passaggio è caratterizzato da una progressiva tematizzazione del formato digitale. Le aeree tematiche permettono di coinvolgere maggiormente i lettori, una narrazione più profonda e una maggiore fedeltà. Lo scopo quindi è creare contenuti giornalistici per un pubblico particolare.