New media, Pubblicità 

28 maggio 2014 | 15:05

Siti truffa gonfiano i dati della pubblicità online di Mercedes. Financial Times: “Campagna più vista dai software fraudolenti che dagli umani”

(ANSA) Le pubblicità online di una recente campagna della Mercedes Benz sono state viste più da software fraudolenti che da esseri umani. È quanto si legge sul Financial Times, secondo cui gli ‘spot’ sono finiti all’insaputa del committente Mercedes su siti che fanno lievitare in modo truffaldino le visualizzazioni dei navigatori, aumentando così i loro ricavi pubblicitari. Lo ha scoperto la britannica Telemetry, che su un campione di 365mila ‘impressions’ ha trovato il 57% di ‘falsi.   Secondo la Mercedes, la proporzione delle ‘impressions’ sospette riguarda al massimo il 6% del totale della sua campagna online e ha anche detto che l’agenzia responsabile dell’errore,la Rocket Fuel, “ha già rimborsato quanto speso per le false visualizzazioni”. L’agenzia dal canto suo sostiene però che il campione esaminato da Telemetry “è troppo piccolo” e che “non è sicura che le cifre siano corrette al 100%”. L’incidente riporta comunque l’attenzione su un settore, quello della pubblicità online, da 120 miliardi di dollari che cresce del 15% l’anno e che è preso sempre più di mira dai truffatori informatici che realizzano facili guadagni utilizzando tecniche sempre più sofisticate per simulare il comportamento dell’utente umano e ingannare così i programmi di rilevamento delle campagne pubblicitarie. Ogni ‘impression’ viene infatti ricompensata con un somma di denaro che viene pagata dal committente attraverso l’agenzia pubblicitaria. Telemetry aveva individuato due reti ‘bot’ all’origine dell’anomalia di traffico su Internet che ha dato origine ai sospetti. Ma le due ‘botnet’, riconducibili a due cittadini britannici, sono subito svanite nel nulla.(ANSA, 27 maggio 2014)