Editoria

30 maggio 2014 | 11:05

Guerra Amazon-Hachette, in gioco il futuro dell’editoria

(ANSA) Uno scontro fra filosofie con una posta in gioco alta: il futuro dell’editoria. Amazon e Hachette ingaggiano una battaglia per il rinnovo del contratto che le lega, dando vita a una vera ‘guerra dei libri’, nella quale finiscono in mezzo, ostaggio, i 5.000 titoli Hachette venduti su Amazon. Il colosso delle vendite mantiene la linea dura, e ai suoi clienti dice: se volete libri Hachette potete rivolgervi ai nostri rivali. Le trattative per il rinnovo sono iniziate silenziosamente ma i toni si sono poi alzati, e ora i due giganti si lanciano sferzate per averla vinta e imporre la propria linea negli anni a venire. Tutto e’ cominciato negli ultimi 10 anni, con l’ascesa di Amazon che controlla ora circa il 50% delle vendite di libri, digitali e non, negli Stati Uniti avendo strappato quote di mercato a Barnes & Nobles (sottoposta a un drastica cura dimagrante), Borders (la catena di librerie fallita) e alle librerie indipendente (passate da 7.000 di meta’ degli anni 1990 alle 2.000 attuali). Il lancio di Kindle ha rivoluzionato l’industria, spingendo Amazon al controllo di quasi il 90% del mercato degli ebook nel 2010, anno in cui Apple – con l’aiuto delle cinque maggiori case editrici al mondo, inclusa Hachette – ha lanciato iBooks. L’accordo di Cupertino e le case editrici e’ stato ritenuto di recente un ‘cartello’ e, oltre le multe, alla case editrici e’ stato imposto di rinegoziare i precedenti contratti con i distributori – Amazon, Barnes & Noble e Apple -, vietando i termini precedenti. Hachette e’ la prima delle case editrici a dover rinegoziare. Una soluzione non appare a portata di mano. ”Non siamo ottimisti su un’intesa a breve” afferma Amazon, che punta a portare avanti la propria filosofia, ovvero un mondo in cui i libri costano poco, in cui chiunque puo’ pubblicare e dove gli editori e i distributori non possono imporsi e decidere quello che si vende. Dall’altra parte Hachette, fondata nel 1837, che punta a un mondo dove i libri costano di piu’, gli editori migliorano la prosa e i libri stessi sono selezionati e presentati piu’ che semplicemente pubblicati. ”Amazon indica di considerare i libri come qualsiasi altro bene per i consumatori. Ma non lo sono” afferma Hachette, sottolineando che ogni soluzione deve valutare appropriatamente il ruolo della casa editrice nella correzione dei testi, nel marketing e nella distribuzione. (ANSA, 30 maggio 2014)

Jeff Bezos (foto Olycom)

Jeff Bezos (foto Olycom)

  • doppiaerre

    Messa così, ha ragione Amazon.
    Entrare in una libreria e guardare i titoli esposti, dà ancora più ragione ad Amazon.
    Andare alla sezione economia di una libreria italiana le dà la ragione definitiva, o almeno dà torto a chi parla di selezione qualitativa da parte degli editori.