02 giugno 2014 | 8:33

Il futuro della Rai. Valenti: va riformata, non indebolita per non fare il gioco di Mediaset. Balassone: la “riforma” non sarà un pranzo di gala anche se la occupazione crescerà

Il buon Valentini è da sempre un pasdaran degli equilibri del Duopolio perchè il gruppo cui appartiene pensa di non reggere alcuna dinamizzazione del sistema. Quindi Rai inchiodata a se stessa e latrati innocui contro Mediaset. Schema di gioco venticinquennale a partire dal lodo Ciarrapico, la Yalta dei media. E dunque è sicuro che a Repubblica siano preoccupati degli sparigli renziani, nonostante le tirate di Francesco Merlo oggi. Riformare significa cambiare gli equilibri e le dinamiche del sistema, a partire dalla Rai che ne è il pilastro.

 

Il Commento di Stefano Balassone

Ovviamente la Rai non va né smantellata né rimpicciolita, e ci mancherebbe altro visto che saremmo l’unico Paese dell’Europa continentale a ridimensionare la presenza pubblica (costituita da sovvenzioni variamente finanziate e da aziende di Servizio Pubblico) nella industria della comunicazione audiovisiva. Peraltro serve una riforma del tutto irrispettosa del passato. Passato vuol dire Duopolio protezionistico sia nei confronti di Mediaset, sia rispetto agli editori stampa. Insomma, la conventio ad non movendum è stata ampia e partecipata. Oggi i tempi sono forse cambiati perché le componenti esterne alla Rai, editori e Mediaset, hanno nuove gatte da pelare a causa della pubblicità che va giorno dopo giorno sul 2.0 e della disintermediazione che investe le aziende editoriali. e dunque il famoso “partito Rai” si trova per la prima volta privo delle sponde esterne. E la “riforma” non sarà un pranzo di gala anche se la occupazione crescerà anziché diminuire perché non potrà evitare, e lo vediamo già oggi nella questione Sedi Regionali, (ma ci sono anche e Testate storiche oggi fuori tempo, l’eccesso delle tre reti generaliste, la separazione secca e organizzativa fra rami d’azienda e reti sovvenzionati e la/le reti pubbliche basate solo su ricavi commerciali). Tanto per dire. Il saldo finale produrrà più occupati di oggi. Ma diversi. e qui è la sfida per chi gestirà la trasformazione.