Comunicazione

03 giugno 2014 | 11:58

Nigeria, polemiche contro il governo: per avere credibilità deve assistere e sostenere il popolo

Scoppiano le polemiche riguardo alla decisione del governo nigeriano di Goodluck Jonathan di assumere un’agenzia di relazioni pubbliche con lo scopo di migliorare la propria immagine internazionale, recentemente compromessa, soprattutto a causa del rapimento di oltre 200 giovani studentesse avvenuto per mano dei militanti di Boko Haram. Lo scorso giovedì, si legge in un articolo di Jibrin Ibrahim su ynaija.com, il movimento #BringBackOurGirls  si è recato dal Presidente Jonathan per fargli qualche domanda e discutere del rapimento, ma lui non c’era. Ha perso così l’opportunità di migliorare la propria credibilità e mostrare un reale interesse circa la sorte delle ragazze. Piuttosto, si legge nell’articolo, “siamo stati informati dal Sahara Reporters, che la sua decisione in merito è stata quella di ricostruire la propria immagine assumendo una società internazionale di pubbliche relazioni, per un costo di oltre 800 milioni di dollari”.

Goodluck Jonathan (foto Olycom)

Questo, polemizza Ibrahim, è un modo incredibilmente costoso per costruire credibilità, per la semplice ragione che la realtà del territorio è desolante. Il Governo sta perdendo consenso perché non governa e non sta adempiendo alla propria responsabilità costituzionale di provvedere al benessere e alla sicurezza dei cittadini nigeriani. La drammatica storia del rapimento è stata dannosa non tanto per l’avvenimento in sè, ma piuttosto perchè dopo l’accaduto, il Governo non ha fatto nulla per oltre tre settimane. Sono state le madri delle ragazze rapite ad aver dimostrato un enorme impegno civico riguardo alla questione, andando all’Assemblea Nazionale per far sentire le proprie voci e dire al mondo che il Governo nigeriano non stava facendo alcuno sforzo per ottenere la liberazione delle ragazze. Ci volle inoltre un’intera settimana di manifestazioni prima che il Governo istituisse un comitato d’inchiesta.

“Ciò che il nostro movimento ha fatto”, dice Ibrahim, “è stato d’interrompere l’inerzia dei cittadini che si lamentavano per il fatto che il Governo non stesse facendo nulla”. E quando il movimento si recò dal Presidente, questo si nascose in Sud Africa, non facendosi trovare. Ma sfortunatamente per lui, continua Ibrahim, non ci sono posti in cui possa nascondersi: il mondo intero è coinvolto nella questione e moltissime persone provenienti da diverse nazioni si stanno chiedendo perché il Governo non stia facendo sforzi sufficienti per salvare le ragazze. Allora, l’unico modo per ricostruire la propria immagine internazionale, conclude Ibrahim, sarebbe quello di dimenticare la società di pubbliche relazioni, impegnandosi piuttosto ad incontrare e rispondere alle domande del movimento #BringBackOurGirls, domande che tutto il mondo si sta ponendo.

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