05 giugno 2014 | 12:26

Wired accusa Corriere.it di aver gonfiato il traffico con l’acquisto di clic fasulli

Il Corriere.it avrebbe gonfiato il traffico del proprio sito internet con l’acquisto di clic creati in automatico attraverso il cosiddetto ‘site under’. Oltre a generare pagine e utenti in realtà inesistenti, tale pratica avrebbe provocato anche l’erogazione a vuoto di banner pubblicitari sulla homepage del Corriere e di preroll, gli spot video, su Corriere Tv. A denunciarlo è Wired.it in un lungo articolo pubblicato oggi con tanto di video dimostrativo che riproduce la navigazione sul sito di gossip www.stranemaweb.com. Il filmato – si legge su Wired – “mostra come, cliccando sul simbolo X di chiusura di un pop-up pubblicitario di Allianz, oltre a far sparire l’annuncio si provoca in realtà l’apertura di una pagina sottostante, che carica la home di Corriere.it. L’operazione viene poi ripetuta in una sezione interna dove, cliccando sulla chiusura di un video, in sottofondo parte il Corriere Tv”. Il traffico generato in questo modo potrebbe essere uno dei motivi che hanno portato il Corriere a superare Repubblica il giorno 17 aprile.

Alle domande di Wired – secondo l’articolo – Rcs ha risposto che “non c’è stato nulla di fraudolento da parte nostra. Abbiamo comprato traffico in modo trasparente per far conoscere il prodotto. Il fornitore Tradedoubler ha deciso a nostra insaputa di accelerare l’erogazione nei giorni di Pasqua. Quando ci siamo resi conto che non si trattava di quel che avevamo concordato abbiamo interrotto la fornitura”.

Wired precisa che la pratica dell’acquisto di traffico è comune e in sé non censurabile, mentre quella del ‘site under’ è ‘fraudolenta’ e si basa su ‘traffico non umano’. Per spiegarla fa riferimento a un pezzo di Vittorio Veltroni, già responsabile della divisione digitale di Mondadori e dei servizi online di Vodafone, pubblicato su Prima Comunicazione lo scorso aprile. “E’ una pratica diffusissima anche in Italia”, scrive Veltroni. “Si acquistano inserzioni/banner per cui, aprendo un sito, sotto la pagina si apre automaticamente un’altra finestra o un altro tab del browser. Questa seconda finestra – molto spesso, una galleria video con pubblicità in autoplay e senza audio – produce, di fatto, una visita, un visitatore unico e la visualizzazione di una serie di unità pubblicitarie”.

Alcuni esperti interpellati da Wired sottileano però che la scorrettezza potrebbe essere accaduta all’insaputa dello stesso fornitore di Rcs, la multinazionale svedese del web marketing Tradedoubler.

Audiweb, l’ente arbitro che certifica il traffico dei principali siti italiani, di cui fanno parte editori, centri media e inserzionisti, per ora non ha voluto commentare in modo ufficiale l’episodio.

- L’articolo integrale con il video su Wired.it

- Clicca qui per leggere la replica di Alessandro Bompieri, direttore generale Media del Gruppo Rcs

- Leggi la precisazione del fornitore di Rcs, Tradedoubler, in cui precisa di “non aver svolto attività fraudolenta o tesa a gonfiare le statistiche di Rcs”