06 giugno 2014 | 11:52

“Tradedoubler non ha svolto attività fraudolenta per Corriere.it”: la precisazione del fornitore di Rcs

In riferimento all’articolo che Wired.it ha pubblicato il 5 giugno dal titolo “Il Corriere.it ha gonfiato il proprio traffico internet con l’acquisto di clic fasulli”, il fornitore del Corriere, Tradedoubler, ha diffuso una nota in cui precisa di “non aver svolto attività fraudolenta o tesa a gonfiare le statistiche di Rcs”. Ecco la nota integrale pubblicata ieri sera dallo stesso Wired in coda all’articolo.

“Tradedoubler non ha svolto attività fraudolenta o tesa a gonfiare le statistiche del cliente Rcs. Rcs ha acquistato da Tradedoubler una campagna di web marketing a performance che tracciava e remunerava le azioni degli utenti all’interno dell’home page di corriere.it. Questa campagna è stata veicolata con diversi strumenti e alcuni editori hanno utilizzato il contextual adv (ovvero l’apertura di una pagina con contenuti affini agli interessi degli utenti ndr) per ottenere gli obiettivi di performance.

Il contextual adv è un’attività veicolata anche tramite un site under contestualizzato all’interno di websites network gestiti dai nostri editori, tra l’altro come da voi riportato di uso comune per tutte le concessionarie. Dal vostro articolo l’esperto fa trapelare che si tratti invece di attività automatizzate ‘non umane’ cosa inesatta in questo contesto. Era indispensabile la partecipazione attiva degli utenti coinvolti sulla campagna allo scopo di raggiungere gli obiettivi previsti. La campagna era stata pianificata nel periodo festivo di Pasqua, ma dopo qualche giorno Rcs ci ha chiesto di fermarla perché la modalità di erogazione non corrispondeva alle aspettative e la campagna è stata subito fermata per poi studiare forme differenti di web advertising.

In questa campagna il site under è uno strumento performante poiché coinvolge un target mirato, l’80% degli utenti che hanno generato un accesso all’home page di corriere.it con il contextual adv, ha navigato i canali verticali e generato delle pagine viste sulle pagine interne in misura maggiore rispetto all’attività display con formati banner standard”.