09 giugno 2014 | 10:38

Le copie degli articoli dei giornali digitali sono libere dal copyright se non fatte per uso commerciale

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha posto fine a 5 anni di tensioni tra il mondo della stampa e quello delle pubbliche relazioni deliberando che le storie pubblicate sui siti web dei giornali sono soggette alla legge sul copyright solo per coloro che ne fanno un uso commerciale.

Le copie che ciascuno di noi fa dei contenuti visualizzati nel browser sono dunque da ritenersi copie temporanee e funzionali alla navigazione e pertanto non vanno considerate riproduzioni sulle quali possano pendere delle licenze.

La questione annosa è nata nel 2009 quando la Newspaper Licensing Agency (Nla) – che fornisce licenze collettive relative ai contenuti dei quotidiani degli 8 maggiori editori britannici – ha richiesto che l’associazione dei professionisti delle pr inglesi (Prca), e Meltwater Group, specializzato in rassegne stampa personalizzate realizzate aggregando liberamente contenuti scaricati dai giornali digitali, pagassero agli editori una licenza (tra le 5 e le 10mila sterline annue) per l’utilizzo commerciale dei contenuti dei loro quotidiani e una per consentire agli utenti di accedere ai contenuti dei giornali e di farne delle copie a uso personale.

Prima della sentenza finale della Corte di Giustizia dell’Ue, già la Corte Suprema britannica, a cui si erano appellati lo scorso anno Meltwater e Prca, aveva dichiarato l’accesso a una pagina web, in quanto temporaneo, non è soggetto alla legge sul copyright. (P.Cav)

Francis Ingham, director general Prca

Francis Ingham, director general Prca