New media, Pubblicità, Televisione

11 giugno 2014 | 15:13

Il 96% degli investitori pubblicitari compra video advertising con le stesse modalità degli spot televisivi. Lo rivela Videology (INFOGRAFICA)

Videology, piattaforma di video advertising rivolta a editori, agenzie e advertiser, ha reso noti gli esiti di un’analisi sull’andamento del mercato del video advertising in Europa nel primo trimestre del 2014, che mostrano come la stragrande maggioranza degli advertiser compri le proprie video adv online  allo stesso modo degli spot televisivi – in modalità riservata.

Scott Ferber, chairman e ceo di Videology, dice che “l’acquisto riservato a un Cost Per Mille (CPM) fisso è la prassi più diffusa tra gli advertiser che acquistano video in modo programmatico”. Secondo l’analisi, condotta su 989 milioni di impression offerte tramite la piattaforma Videology tra gennaio e marzo 2014 in Europa (comprese Regno Unito, Irlanda, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi), il 96% degli advertiser ha comprato video adv sulla base di un CPM garantito.

Gli advertiser stanno adottando un approccio multi-screen al video advertising.  In Q1, il 62% di tutte le campagne è stato condotto su tre tipologie di schermo: mobile, connected TV e PC, mentre il 46% di esse ha previsto una componente mobile e/o connected TV.

Gli advertiser di beni di largo consumo rappresentano la maggioranza delle impression (39%) sulla piattaforma Videology – con uno share che è incrementato del 34% rispetto al trimestre precedente. I servizi finanziari hanno più che raddoppiato lo share anno su anno registrando una crescita del 57%

A testimonianza del crescente utilizzo delle funzionalità di targhetizzazione attualmente disponibili, la condivisione di ads utilizzando un behavioural targeting  in Europa è triplicata con riferimento allo stesso periodo del 2013
La diffusione di ads alternative quali quelle da 15 e 25 secondi è cresciuta dell’85% anno su anno.
I siti di intrattenimento sono stati la destinazione di quasi la metà delle pubblicità sulla piattaforma Videology nel primo trimestre, mentre i publisher del settore dell’informazione hanno registrato il maggiore incremento di share, che è addirittura quasi quadruplicato.