TLC

12 giugno 2014 | 10:30

Generali dice addio a Telco

(ANSA) Telco addio. Dopo sette anni di onorato servizio, si prepara il pensionamento della holding che governa Telecom Italia con il 22,4% del capitale. Il primo passo formale è giunto dal Cda Generali, con la delibera dell’esercizio dell’opzione di scissione e il mandato affidato al ceo Mario Greco di definire le modalità di uscita. La prima finestra utile ai soci per avviare la procedura è fissata tra il 15 e il 30 giugno. E come non è una sorpresa la mossa annunciata da Generali, che ritiene di poter gestire così più facilmente la propria partecipazione, è al pari largamente atteso un simile passo anche da Intesa Sanpaolo e Mediobanca. Formalmente resta in vigore la scadenza al 28 febbraio 2015 del patto Telco, ma ci sono pochi dubbi che una volta fatti gli adempimenti necessari con le autorità, per i quali saranno comunque necessari adeguati tempi tecnici, gli azionisti entreranno in possesso direttamente delle azioni Telecom. Telco ha un debito complessivo di 2,47 miliardi, tra finanziamento ponte e prestito soci. Se la scissione sarà pro quota Telefonica avrà una quota diretta in Telecom pari al 14,7% a fronte di un debito di 1,6 miliardi. Intesa e Mediobanca l’1,6% a testa con una parte di debito di 179 milioni mentre a Generali andrà il 4,3% con un debito per 475 milioni. I patti siglati a settembre stabilivano poi che se Telefonica non avesse sottoscritto l’aumento di capitale della holding da 117 milioni prima dell’esercizio dell’opzione di scissione avrebbe dovuto corrispondere agli altri un compenso dovuto alla minor capitalizzazione della holding, 60 milioni secondo alcune valutazioni, da dividersi proporzionalmente tra Generali, Intesa e Mediobanca. Quanto a Telecom, prima dell’annuncio di Generali l’a.d Marco Patuano aveva sottolineato che “nel caso fosse confermato il break up di Telco”, con l’uscita degli italiani e la crescita del socio spagnolo, “bisognerà darne comunicazione alle autorità brasiliane ed argentine: si tratta di un percorso di notifica e quindi aspettiamo”. Intanto un’occasione di confronto tra i consiglieri sui diversi punti aperti nel gruppo di tlc potrebbe essere la prossima riunione del Cda, in agenda a Roma il 26 giugno. Strettamente legato al riassetto e al ‘peso’ di Telefonica in Telecom è il ‘nodo’ Brasile. Il Cade, l’antitrust brasiliano, la scorsa settimana “si è pronunciato su un aspetto marginale della vicenda, ossia la multa – ha precisato Patuano -. C’è stata quindi una sovralettura, da questo punto di vista non c’è nessuna novità”. Intanto, la vendita della quota di controllo di Telecom Argentina annunciata a fine 2013 “sta andando avanti”, ha detto il manager, e “manca solo l’autorizzazione della Secom, l’equivalente della nostra Agcom”, l’autorità delle comunicazioni. “Sono stato recentemente in Argentina e ho parlato con le autorità – ha concluso il numero uno di Telecom -. L’iter sta seguendo il percorso autorizzativo e anche se con le autorità è difficile avere una data certa, non ci sono motivi ostativi”. (ANSA, 11 giugno 2014)