Comunicazione, Editoria, New media

13 giugno 2014 | 12:19

Al via State of the Net a Trieste (STREAMING): ecco come gli italiani utilizzano il web tra news ed e-commerce

(ANSA) Gli italiani utilizzano internet soprattutto per trovare informazioni su Google e sulle testate giornalistiche, ma amano anche andare alla scoperta di nuovi contenuti e crearli. Mentre gli over 64 lo utilizzano soprattutto come fonte di informazioni, l’acquisto o la vendita di prodotti sono più frequenti tra i più giovani (fascia 18-44), mentre gli over 50 apprezzano particolarmente la possibilità di farsi conoscere sui social media, segno di un rapporto particolare tra gli italiani e la privacy: se il 56% teme di essere spiato o non sa che utilizzo può essere fatto dei suoi dati, un cittadino su tre non si pone il problema. Il quadro emerge dalla ricerca sviluppata dall’Istituto Ixè per State of the Net, la conferenza sullo stato di internet in corso a Trieste. L’utilizzo del web per la ricerca delle informazioni diventa anche la funzione di cui gli italiani sentirebbero maggiormente la mancanza, se la rete non fosse accessibile per tre giorni. Le e-mail mancherebbero al 24,3% e si piazzano così al secondo posto tra i servizi di cui si sente immediata nostalgia, mentre gli utenti risultano più affezionati alla lettura di notizie (mancherebbe al 12,7%) rispetto alla comunicazione via Whatsapp o Skype e anche rispetto a Facebook, fermi al 4 e al 5 posto con, rispettivamente il 10,8% e il 7,1% delle preferenze.

Oltre sette italiani su dieci sono contrari al fatto che i governi possano raccogliere dati personali da computer e smartphone, come rivelato dal Datagate. Nonostante la volontà di non essere spiati, il 59% della popolazione esprime anche una forte contrarietà sul fatto che le informazioni degli archivi segreti dello stato siano resi pubblici, come nel caso Wikileaks. Nel 2004 gli italiani erano più morbidi rispetto alla raccolta di dati su internet: il 45% era disposto a far raccogliere i dati a un’autorità super partes. Nel 2014 la quota è scesa al 19%, e il numero di italiani che vorrebbero che nessuno guardi i propri dati è cresciuta dal 35% al 59%. (ANSA, 13 giugno 2014)

Ecco lo streaming live della conferenza: