Mercato, New media

16 giugno 2014 | 13:01

Prezzofelice.it, rivale italiana di Groupon, chiude la sua avventura

(MF-DJ)”Siamo spiacenti di comunicarvi che i servizi di prezzofelice.it saranno sospesi a partire da giovedì 12 giugno”. Così si chiude l’avventura di Prezzofelice.it, che voleva essere la rivale italiana di Groupon. Il sito di acquisti di gruppo (ristoranti, viaggi, accessori, abbigliamento, oggettistica, tecnologia e così via) a prezzi di saldo (gli sconti arrivano fino al 90%), infatti, ha chiuso i battenti nei giorni scorsi dopo che l’assemblea della società di riferimento, Happyprice.it, ha deciso per la messa in liquidazione. Il nome di questa società, scrive Milanofinanza.it, fondata alcuni anni fa dall’imprenditore Raffaele Giovine, era salito alla ribalta dopo che nel 2011 i fratelli Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi – i tre figli di secondo letto di Silvio Berlusconi – avevano deciso di scommettere, da puri investitori finanziari, nel progetto. All’epoca per 1,2 milioni avevano rilevato il 23% del capitale di Happyprice, salvo poi salire nel corso degli anni e con sua serie di finanziamenti al 40% (la partecipazione è iscritta nel bilancio di Belfin Uno a un valore di carico di 2,03 milioni). Ma l’11 giugno i soci, anche in seguito a una serie di scontri sulla gestione operativa e finanziaria della società, emersi soprattutto nei consigli d’amministrazione di fine maggio e inizio giugno – hanno deciso di porre in liquidazione la società e di conseguenza il sito, affidando i poteri al presidente e maggior azionista Giovine, nominato per l’appunto liquidatore. Nel mirino è finita la gestione targata Pietro Dore (ex Bain&Co e Consodata, gruppo Seat Pagine Gialle), l’amministratore delegato della srl che ora rischia l’azione di responsabilità per una serie di omissioni di informazioni al cda e ai soci in particolare sul fornitore industriale (Teradata per il serviio di invio mail), quello tecnologico (Deveyes), i conti e gli scostamenti dal business plan. “Risulta evidente”, si legge in uno dei documenti consultati da MF-Milano Finanza, “che la società ha operato nel periodo settembre 2013-maggio 2014 quasi sempre con margini netti sulle vendite inferiori al 5%, di fatto annullando il primo margine e causando perdite gestionali occulte cumulate e stimate nell’intorno dei 2 milioni, con un peggioramento di 1,4 milioni rispetto alle stime, e portando a una chiusura previsione per il 2013 stimata in una perdita nell’intorno di 1,1 milioni rispetto alle rappresentazione di consuntivo di 400 mila euro”. La rottura tra le varie anime del consiglio è emersa anche con le dimissioni, avvenute il 9 e 10 giugno e quindi proprio a ridosso della messa in liquidazione di Happyprice, dei consiglieri Andrea Meregalli, Giorgio Valaguzza e Massimiliano Frank (ex direttore corporate finance di Fininvest), colui che ha avanzato la proposta di azione di responsabilità nei confronti dell’ad dimissionario Dore. Happyprice non ha mai avuto performance positive dal punto di vista finanziario come dimostrano gli ultimi bilanci. In particolare il 2012 si è chiuso con un fatturato di 5,48 milioni e una perdita di 386 mila euro.(MF-DJ 16 giugno 2014)