19 giugno 2014 | 16:08

Stati Generali della Cultura: i ministri annunciano nuove tariffe per i musei e la storia dell’arte in tutti i corsi scolastici

Di solito i convegni si limitano a discussioni può o meno proficue. Stavolta però la terza edizione degli Stati Generali della Cultura, promossi dal Sole 24 Ore in collaborazione con Fondazione Roma, è stata l’occasione per due importanti anticipazioni da parte dei ministri dei Beni Culturali, Dario Franceschini, e dell’istruzione e Università, Stefania Giannini. Franceschini ha annunciato che dal primo luglio entrerà in vigore un nuovo tariffario dei musei che restringerà l’alea della gratuità. In particolare i visitatori con età superiore ai 65 anni non entreranno più gratis. Saranno ancora gratuiti gli ingressi per i minori di 18 anni, mentre dai 18 ai 25 ci sarà una riduzione. Una domenica al mese sarà però gratuita per tutti e servirà da promozione, così come due notti di apertura e ingresso gratuito all’anno. Ha poi strappato applausi la notizia che una serata, il venerdì, i musei resteranno aperti fino alle 22.

Stefania Giannini (foto Olycom)

Stefania Giannini (foto Olycom)

Novità anche sul fronte dell’istruzione. A conferma dell’impegno a proseguire il percorso insieme alla cultura per lo sviluppo del Paese, il ministro Giannini ha promesso che l’insegnamento della storia dell’ arte non sarà più accessorio, ma tornerà ad essere strutturale e quindi presente in tutti i corsi scolastici: “Costerà 25 milioni all’anno, una cifra irrisoria – ha sottolineato – rispetto ai 51 miliardi totali, ma importanti per restituire il ruolo della dimensione teorica, come processo necessario alla realizzazione di ogni prodotto”.

Entrambi i ministri hanno sottolineato la centralità della cultura nel futuro del Paese. Franceschini ha assicurato che è finita la stagione dei tagli ed è cominciata la stagione degli investimenti perché nell’epoca della globalizzazione il sostegno della nostra cultura diventa una scelta economica strategica potenziando l’attrattività del nostro territorio agli investimenti produttivi.

Tutelare la bellezza – ha affermato – oggi vuol dire vincere la sfida economica”. Secondo il ministro l’Art bonus, come altre misure urgenti da poco varate, sono solo l’inizio di un processo di rilancio della cultura e del turismo, che passa dalla riforma del ministero, alla diffusione della digitalizzazione, a una maggiore managerialità e alla considerazione che il marketing non è solo un male ma è un’opportunità, se ben valutato, per produrre reddito. Infine Franceschini non si è lasciato sfuggire l’occasione, divenuta prassi di ogni sua uscita pubblica, per sollecitare, ora che ci sono le agevolazioni fiscali tanto desiderate, i privati, grandi o piccoli, ad investire nel patrimonio pubblico, perché quella della cultura ‘è una battaglia collettiva del Paese’.

In particolare il ministro Stefania Giannini, sottolineata la necessità di una maggiore alternanza fra scuola e lavoro, in modo che non si creino più ‘fabbriche di disoccupati’ come successo per la facoltà dei Beni Culturali, ha informato che all’esame di maturità un terzo degli studenti ha scelto la traccia sulla riflessione di Renzo Piano sulla bellezza fragile delle periferie che, da luogo di desideri, possono diventare motore dello sviluppo. Una metafora che può valere più in generale anche per la scuola e la cultura che da qualcosa di abbastanza dimenticato e lasciato spesso in secondo piano devono di nuovo diventare, come per il grande patrimonio artistico e musicale che abbiamo alle spalle, protagoniste formative e di prodotto. (C.S.)