Televisione

23 giugno 2014 | 10:04

Diritti tv: è guerra Sky-Mediaset. Potrebbe essere la Champions League la merce di scambio per far cessare le ostilità (I NUMERI IN GIOCO)

(Messaggero.it) Potrebbe essere la Champions League la merce di scambio per far cessare le ostilità. Ma intanto è guerra totale tra Sky e Mediaset: campo di battaglia l’ambita torta dei diritti televisivi 2015-2018 del campionato di calcio di serie A.

Oggi l’assemblea della Lega dovrebbe decidere, offerte alla mano, come assegnare i 5 pacchetti in ballo per la trasmissione delle partite. Ma l’asta (alla quale hanno preso parte anche Eurosport e Fox), disegnata per non scontentare nessuno e dividere i diritti in maniera salomonica, ha dato un esito chiaramente favorevole a Sky. Ed ora la tv satellitare di Rupert Murdoch teme colpi di scena che possano rimettere in discussione il vantaggio conquistato sul campo a suon di milioni.

I NUMERI
Le cose, a buste aperte ormai da diversi giorni, appaiono chiare. In seguito alla gara sono arrivati sul tavolo dell’advisor della Lega calcio Infront offerte per circa 1,1 miliardi di euro a fronte di una base di gara di 980 milioni annui che comprendeva i diritti esteri. Il piano era quello di massimizzare l’offerta e anche di ritagliare pacchetti a seconda delle modalità di trasmissione dei concorrenti, in primo luogo Sky Italia e Mediaset Premium. Ma a sparigliare, rispetto all’ipotesi di un’equa divisione tra satellite e digitale terrestre, è stata Sky Italia che ha presentato l’offerta non solo per il satellite ma anche per il digitale terrestre. Risultando la prima in termini di offerta in entrambi i pacchetti messi a gara.

Sky ha inoltre già pronto il contratto con Telecom Italia Media Broadcasting, l’operatore di rete di Telecom Italia Media (società di Telecom Italia), per affittare capacità trasmissiva equivalente a 5 canali in digitale terrestre. L’ipotesi di lavoro è quella di canali in digitale a pagamento con cui Sky Italia potrebbe quindi trasmettere l’offerta di calcio anche sulla tv terrestre. Una mossa spiazzante per il competitor Mediaset, che aveva puntato forte su questa partita infinita. Di fatto, la tv di Berlusconi non potrà trasmettere le partire di Juve, Inter e Milan (che rappresentano il 75% del mercato degli abbonati). E dovrebbe accontentarsi di un pacchetto di 12 squadre minori (che però al momento comprende anche le big Roma e Lazio).

Un disastro che avrebbe ripercussioni gravi per il Biscione perché senza i diritti tv dei colossi del calcio del nord trattenere i circa 2 milioni di abbonati che fino ad oggi hanno potuto vedere, sul digitale terrestre, il meglio della serie A diventerebbe molto complicato. Tanto più che, con le partite di cartello tra le mani, per Sky si aprirebbero infinite praterie per fare la corte agli abbonati della concorrenza.

LA BATTAGLIA
L’assemblea della Lega, che potrebbe restare aperta fino a giovedì, termine ultimo per l’assegnazione previsto dal bando, si svolgerà in un clima surriscaldato. L’advisor Infront, che dovrà cercare di mediare tra i presidenti che appaiono incerti sul da farsi, dovrebbe chiarire all’assemblea i vari dubbi, indicando ai club la strada migliore per massimizzare i ricavi limitando i rischi di incorrere in interferenze legali. In questi giorni si è già consumata una guerriglia di dichiarazioni: da una parte Ilaria D’Amico, conduttrice di punta di Sky che in tv, prima della partita Italia-Costarica, ha ammonito che «chi segna più goal rispettando le regole alla fine dei 90 minuti vince». Dall’altra la replica di Mediaset che ha risposto che «il punto sono proprio le regole che non possono essere evocate per gli altri e disattese in proprio. In una partita ideale, nel calcio cosiddetto pulito, il giocatore non può essere anche l’arbitro, tanto meno può dire come si deve arbitrare».

Secondo il Biscione, infatti, l’esito dell’asta violerebbe la legge Melandri sulla concentrazione dei diritti tv. Una tesi respinta con forza da Sky dove fonti vicine al dossier spiegano che «c’è un bando approvato dalle autorità e chi offre di più per i diritti televisivi se li aggiudica. Tirare fuori delle scuse ci sembra una cosa che non sta nè in cielo nè in terra. Auspichiamo che la Lega faccia la scelta che solitamente fanno tutti gli altri Paesi perché tutto un fatto di regole e non si può sempre pensare di venir meno alle regole».

Una posizione espressa anche dall’ad di Sky Andrea Zappia al sottosegretario Graziano Delrio (e non con al premier Renzi come era stato ventilato) in un incontro avvenuto 5 giorni fa a Palazzo Chigi. La sensazione, sulla quale convergono diverse fonti che stanno seguendo la vicenda, è che entro questa settimana la Lega calcio prenderà atto dell’esito dell’asta. Troppi alti i rischi nel mandare tutto a monte considerando anche il fatto che le società, si fa notare da più parti, alle prese con problemi di bilancio e con la campagna acquisti in pieno svolgimento, potranno investire subito i soldi incassati dalle tv.

LO SCENARIO
Con un’asta da rifare quella montagna di denaro tornerebbe in forte dubbio e non è detto che le offerte piovute in questa tornata sarebbero altrettanto generose. Sullo sfondo della guerra, però, i contendenti già preparano il trattato per una possibile pace. E, una volta assegnati i diritti così come sancito dalle offerte, Sky potrebbe sedersi al tavolo con Mediaset che, come arma forte per un negoziato che le consenta di riprendersi il grande calcio di serie A, detiene i diritti per la Champions League 2015-2018 finora appartenuti al concorrente satellitare. Fonti dei due colossi tv non escludono affatto che la pax
http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/sky-mediaset-diritti-calcio-tv-champions/760534.shtml