Televisione

23 giugno 2014 | 11:32

“Vogliamo valutare il modello che il Governo ha in mente per la Rai”: l’AdRai oggi a convegno

(ANSA) “Vogliamo valutare, capire insieme, che tipo di impatto ha il tipo di modello che il Governo ha in mente per la Rai. Nel titolo di questa giornata alle parole abbiamo aggiunto i mestieri perché ci sembrava giusto raccontare la ricchezza dell’azienda che è fatta soprattutto di persone”. Lo ha detto Luigi De Siervo, presidente AdRai, l’associazione dei dirigenti dell’azienda pubblica che ha organizzato oggi a Roma ’100 parole e 100 mestieri per la Rai’, giornata di incontro per riflessioni e proposte divisa in otto aree tematiche e con decine di relatori tra giornalisti, artisti, esperti. “Questa è un’azienda che deve essere capita prima di essere criticata. Noi siamo un gruppo di dirigenti che non ha paura del cambiamento e nemmeno dei tagli. Abbiamo letto e discusso un decreto che ha imposto un taglio profondo e nel quale ci sembrava sbagliato il metodo. Sottrarre in questo momento 150 milioni ad un’azienda complessa come la Rai è sembrata più una cura che una diagnosi – ha aggiunto De Siervo -. Però poi Giacomelli ha chiarito che la Rai sarà l’unica titolata a firmare la concessione del 2016 con il Governo. Noi non siamo allergici alle critiche, questa però è un’azienda che ha fatto tanto, è in movimento ed ha risparmiato oltre 500 milioni negli ultimi cinque anni”. Nella giornata di oggi, ha proseguito De Siervo, “abbiamo scelto di non far parlare alcune categorie, politici, sindacati, esperti con una sensibilità esterna e dipendenti della Rai perché queste categorie hanno tutti i giorni una ribalta in cui possono raccontare un’idea di azienda pubblica. Oggi cercheremo di tirar fuori gli elementi di maggiore novità. Non siamo l’elite di questa azienda ma persone che per ruolo hanno la responsabilità quotidiana di assumere determinate scelte”. Tra i primi interventi, quello di Ettore Bernabei, storico direttore generale della Rai che suggerisce un modello di azienda pubblica per azioni, con una quota del 75% in mano alla Cassa Depositi e Prestiti e il 25% quotato in borsa. Invece Andrea Camilleri, che a lungo ha lavorato nella Rai, in un intervento filmato ha spiegato che il servizio pubblico deve essere “come un autobus che serve tutti i passeggeri, qualunque siano il loro grado di cultura e stato sociale. Se riesce a fare questo ha fatto il suo dovere”. Una curiosità: per interrompere i relatori che si allungano oltre i tempi previsti, parte la musica dell’Intervallo Rai, con una voce che ricorda di essere concisi. (ANSA, 23 giugno 2014)

Luigi De Siervo (foto Digital-sat.it)

Luigi De Siervo (foto Digital-sat.it)