Editoria, New media

24 giugno 2014 | 15:25

Blogger sempre più in rosa e remunerati: ecco l’identikit

La maggior parte dei blogger è composta da donne, scrive per piacere e per aprirsi opportunità professionali, vede in modo positivo la collaborazione con le aziende e riesce a guadagnare dall’attività di autore sul web. E’ quanto emerge dalla ricerca ‘Osservatorio Blog 2014′ sulla blogosfera europea condotta da Imageware, agenzia di comunicazione e pr.

Attraverso il network mondiale di agenzie indipendenti Iprex di cui Imageware è parte, l’indagine è stata condotto tramite un questionario inviato ai principali blogger, scelti per numero di utenti unici, esposizione e contenuti. In totale sono stati 1.200 i blogger coinvolti, appartenenti prevalentemente ai settori moda, stile, trend e bellezza, attualità, tecnologia e innovazione, green e sostenibilità, cibo e vino, design d’interni, automobilismo, viaggi. Ecco i risultati principali che sono emersi.

In termini anagrafici, i blogger sono più vecchi di quanto si possa pensare. L’attività di blogging richiede una certa esperienza di vita e non solo l’attitudine e la predisposizione al digitale che tutte le nuove generazioni possiedono. Scopriamo così che l’età media dei blogger in Europa è 38 anni.
I più adulti risiedono in Germania, dove l’età media è 40 anni. Segue la Gran Bretagna con un’età media di 36, mentre i più giovani vivono in Repubblica Ceca e Finlandia; entrambi i Paesi registrano un’età media di 31 anni. In Italia invece l’età scende, con il 48% dei blogger compreso tra i 25 e i 35 anni.
Il fenomeno blog inoltre è donna per il 67,2%. Il record va alla Finlandia, con una percentuale dell’89,8%. Anche in Italia il fenomeno blog è rosa, con una percentuale del 60,5% di blog curati da donne.

I temi più trattati nella blogosfera europea sono legati alla moda e abbigliamento (15,3%), alla bellezza (12%), al cibo (12,8%) e ai viaggi (12,6%). In Italia vincono i temi legati al mondo fashion, la percentuale dei blog che trattano questi argomenti arriva infatti al 32,9%. Seguono i blog di viaggi, che registrano il 21%.
Per l’elaborazione dei contenuti, la maggior parte dei blogger attinge il più delle volte a Internet e alle proprie esperienze personali. Quasi un blogger su tre (26,8%) però afferma di utilizzare materiale come comunicati stampa o sample di prodotti arrivati da agenzie di comunicazione e uffici stampa. L’Italia rispecchia questa situazione, con percentuali molto simili.

In tutta Europa, il 67,9% dei blogger è stato contattato almeno una volta a fini di attività marketing o pr. In Italia la percentuale sale all’81,9% e un blogger su tre afferma di venir contattato su base giornaliera.
Il 42,5% dei blogger viene contattato attraverso l’invio di inviti a eventi o materiale aziendale. Questi dati sono uniformi alla maggior parte dei Paesi, così come la reazione agli approcci delle aziende, per oltre la metà del campione vista come positiva.

Alla domanda ‘Quali sono gli obiettivi che ti poni attraverso il tuo blog’, la blogosfera europea concorda nell’affermare che scrive per piacere e per raccontare le proprie esperienze, senza nascondere però di vedere o sperare in sviluppi professionali.
Questo sembra realizzarsi, nel momento in cui quasi la metà (46%) dei blogger dichiara di guadagnare attraverso il proprio blog. Le fonti di guadagno sono rappresentate nella maggior parte dalla pubblicità o da forme di compensazione come la partecipazione a eventi o la ricezione di prodotti.

L’Osservatorio Blog 2014 ha coinvolto anche 150 blogger negli Stati Uniti d’America. Questo l’identikit del blogger a stelle e strisce: donna (92%) sui 35 anni, che tratta temi legati alla famiglia (25,6%) e all’ambito food and beverage (11,2%). Anche i blogger statunitensi utilizzano come fonte di ispirazione le loro esperienze personali, ma rispetto ai colleghi europei non scrivono solo per passione.
Il 76,5% dichiara infatti di avere come scopo fare soldi, obiettivo che si realizza per il 90,7% del campione. Per quanto riguarda il rapporto con le aziende, il 97% dei blogger statunitensi dichiara di essere stato contattato a scopi di marketing e pubblicità e addirittura il 75% su base giornaliera. Il 98% del campione Usa ha ricevuto dei prodotti in omaggio e il metodo sembra funzionare, l’80% ritiene infatti che la relazione con le aziende sia positiva e desidera un coinvolgimento maggiore.