Comunicazione, New media

26 giugno 2014 | 12:56

Italia al primo posto per numero di siti Unesco, ma fanalino di coda per gli investimenti (RAPPORTO BES)

L’Italia si conferma il paese della bellezza. Continuano a crescere i siti Unesco e siamo al primo posto nel mondo per il loro numero. I beni culturali censiti dal Mibac sono più di 33 ogni 100 kmq. Tuttavia, il nostro è tra i Paesi che spendono meno per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. Lo conferma il Rapporto Bes 2014 di Cnel e Istat pubblicato oggi sul benessere equo e sostenibile in Italia.

La gestione del patrimonio culturale – sottolineano Cnel e Istat – “ha risentito dei tagli di bilancio in misura sensibilmente superiore alla media delle altre missioni, comprimendo ulteriormente una voce di bilancio dello Stato per il quale il nostro paese, a dispetto della eccezionale rilevanza quantitativa e qualitativa del suo patrimonio, si posiziona da tempo agli ultimi posti in Europa”.

Nel 2011 la spesa pubblica italiana destinata alla tutela e valorizzazione beni e attività culturali e beni paesaggistici ammonta a 5,77 miliardi di euro di cui circa un terzo (1,87 miliardi comprensivi dei trasferimenti alle amministrazioni locali) provveduto dallo Stato Centrale. Un esborso che vale lo 0,37 del Pil, un livello molto inferiore a quello di Francia e Spagna (la cui spesa vale rispettivamente 0,75 e 0,67 punti) ma anche a quello della Germania (0,41) e solo di poco superiore a quello del Regno Unito 0,35). E il posizionamento dell’Italia non cambia se consideriamo l’incidenza della spesa per attività culturali sul totale della spesa pubblica.

La spesa per la cultura ha retto invece meglio negli ultimi anni a livello locale con quella dei comuni in particolare che ha fatto fronte all’impatto della crisi economica, ma resta fortemente diseguale fra nord e sud. Fra le regioni, stando a dati medi 2009-2011, i più alti livelli di spesa si registrano in quelle a statuto speciale, con il primato della Valle d’Aosta che destina alla cultura il 2,8% della spesa totale, quasi il doppio della Sardegna (1,5%). Fra le regioni a statuto ordinario, il primato spetta invece alle Marche (1,1%) seguite da Piemonte (1%) e Lazio (0,9%) mentre fanalini di coda sono Emilia Romagna (0,3%) Abruzzo (0,3%) e Lombardia (0,2%).

Il rapporto Bes 2014 si basa sull’analisi, attraverso 134 indicatori, dei 12 domini del benessere in Italia: salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione, qualità dei servizi.

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