Comunicazione

26 giugno 2014 | 17:57

Napoli è la capitale del servizio pubblico per l’apertura dell’Assemblea Generale dell’European Broadcasting Union (Ebu)

(ANSA) Duecento delegati da tutta Europa in rappresentanza di 72 membri attivi e 36 associati, tecnologie in mostra, eventi in città: l’Assemblea Generale dell’European Broadcasting Union (Ebu) che si è aperta oggi nell’Auditorium del Centro di produzione di Napoli è anche una ‘due giorni’ dell’orgoglio Rai nell’anno del sessantenario. Come spiega Claudio Cappon, vicepresidente dell’Ebu, maggiore organizzazione mondiale, ”quello del servizio pubblico è un tema chiave in tutta Europa, anche in paesi come la Francia e la Gran Bretagna, non solo in Italia e tra gli emergenti” ribadendo ”il grande rispetto riscontrato per la qualità della produzione della tv pubblica italiana” e la bontà della scelta di Napoli ”salutata con grande entusiasmo, cosa che testimonia la grande attrattività della città”. Molti i temi all’ordine del giorno in un settore dove si investono 25-30 mld di euro: dal trapasso da broadcaster a media company,alle best practices da mettere in rete, all’uso corretto delle risorse, sempre più scarse, a cui si aggancia quello dell’efficienza e degli investimenti in tecnologia. A i lavori, a porte chiuse fino a domani quando è prevista anche una visita Pompei, partecipa la presidente Rai Anna Maria Tarantola. Nel centro di via Marconi allestiti spazi che rimandano alle due mostre Rai attualmente in città, ‘La mostra impossibile’ record di visitatori a San Domenico Maggiore e quella per i 60 anni che fa tappa a Castel Sant’Elmo. All’ingresso dell’auditorium sono stati posti due pianoforti storici, ”quello che dal 1926 accompagnò Radio Napoli ai tempi dell’Eiar e quello che suonò nel 1963 all’apertura del centro di produzione di Napoli” ricorda il direttore Francesco Pinto. L’assemblea è anche l’occasione per promuovere nuove tecnologie studiate nel Centro ricerche e innovazioni di Torino, come il 3D virtual microphone system, prodotto grazie alla collaborazione con l’Università di Parma. Il sistema riduce all’essenziale la presenza di cavi e sviluppa con un solo microfono ambientale la possibilità di registrare 36 canali audio diversi attraverso sensori che catturano i suoni in un ambiente e sono guidati da un computer. Il prodotto è sul mercato da un anno (è stato stato usato per le riprese della partita di calcio Italia-Germania del novembre scorso a Milano con un sensore che seguiva il pallone in tutto il campo)ed ha già riscosso l’interesse di paesi arabi e della Cina.(ANSA 26 giugno 2014)